HomeCronacaDelitto di Garlasco, la svolta delle indagini contro Sempio dentro la 'penna'

Delitto di Garlasco, la svolta delle indagini contro Sempio dentro la ‘penna’

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Sarebbe una semplice pendrive da due gigabyte il nuovo elemento chiave dell’inchiesta sul delitto di Garlasco che vede indagato Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli. Gli investigatori hanno posto alcune domande a Marco Poggi durante l’interrogatorio in cui il fratello della vittima li ha accusati di volerlo influenzare. “Io capisco che fate il vostro lavoro — le parole di Poggi — però in questa situazione mi state influenzando (…), non so cosa rispondere perché se do una risposta poi questo scrive, non riesco neanche a finire la frase”.

L’intercettazione: “Dentro la penna”

Elemento ritenuto significativo dagli investigatori sarebbe un’intercettazione del 14 aprile 2025, nella quale Sempio, parlando e imitando anche una voce femminile, avrebbe detto di aver visto quei filmati aggiungendo: “Dentro la penna”.

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Per la Procura, in quel momento l’esistenza della pendrive e il suo contenuto non erano ancora noti pubblicamente. Una circostanza che rafforzerebbe il valore dell’intercettazione.

Diversa la posizione della difesa. Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia sostengono infatti che della chiavetta si parlasse già dal 2009, durante il processo Stasi.

“Che ci fosse una pendrive decisiva ai fini della soluzione di quello che veniva definito il giallo di Garlasco era notizia che circolava dal 2009, fin dal processo Stasi. Non è certo una novità”, ha dichiarato Cataliotti.

Taccia aggiunge: “Delle pennette si parlò persino in un articolo de La Stampa nel febbraio 2009”.

I video di Chiara e Alberto

Secondo la consulenza informatica dell’esperto Paolo Dal Checco, i video tra Chiara e Stasi sarebbero passati proprio attraverso quella memoria Usb.

La ricostruzione della Procura sostiene che Chiara avrebbe copiato i filmati nel giugno 2007 per consegnarli a Stasi. Lui li avrebbe trasferiti sul proprio computer per poi restituire la chiavetta. Successivamente la ragazza avrebbe riportato i file sul pc di casa, cancellandoli però dalla pendrive e proteggendo la cartella “Albert.zip” con password.

Gli investigatori ipotizzano che Sempio possa aver visto quei contenuti mentre frequentava la villetta insieme a Marco Poggi.

Il video scaricato sul pc di Chiara

Tra gli elementi esaminati dagli investigatori c’è anche un video di piccoli vandalismi scolastici girato da Sempio e scaricato sul computer di Chiara il 20 luglio 2007.

Proprio su questo punto i carabinieri hanno interrogato Marco Poggi. Durante il colloquio, il fratello della vittima avrebbe accusato gli investigatori di influenzarlo.

“Io capisco che fate il vostro lavoro (…) però in questa situazione mi state influenzando (…) non so cosa rispondere perché se do una risposta poi questo scrive, non riesco neanche a finire la frase”.

“Tanto sangue” e il materiale sequestrato

Nel fascicolo d’indagine compaiono anche altre intercettazioni considerate rilevanti. In una di queste Sempio parlerebbe di “tanto sangue”.

Gli investigatori stanno inoltre analizzando materiale sequestrato all’indagato: agende, quaderni, fotografie erotiche acquistate online, presunti accessi abusivi a profili WhatsApp di colleghe per ottenere immagini intime e ricerche su contenuti violenti.

Secondo gli atti, tra il materiale figurerebbero anche annotazioni personali in cui Sempio avrebbe scritto di aver fatto “cose brutte”, riferimenti ad autolesionismo e al suicidio dell’amico Michele Bertani.

La ricostruzione dell’omicidio

Intanto la Procura di Pavia ha delineato una nuova ricostruzione dell’omicidio, sostenendo che Sempio avrebbe agito da solo.

Secondo gli inquirenti:

  • sarebbe entrato nella villetta intorno alle 9:45;
  • avrebbe aggredito Chiara inizialmente a mani nude nel soggiorno;
  • la ragazza avrebbe tentato di fuggire verso l’ingresso;
  • sarebbe stata trascinata verso le scale della cantina;
  • qui avrebbe subito i colpi mortali;
  • infine l’aggressore si sarebbe ripulito nel lavandino della cucina prima di fuggire attraverso i campi retrostanti.

La difesa continua però a respingere ogni accusa. “Siamo concentrati sulla ricerca dei riscontri documentali prima di rendere pubblica la versione del nostro assistito”, ha spiegato Cataliotti.

Il padre di Sempio alla moglie: “Lo scontrino a Vigevano lo hai fatto tu”

“Perché comunque lo scontrino lo hai fatto tu!”. È quanto ha affermato Giuseppe Sempio, padre di Andrea, alla moglie Daniela Ferrari in una intercettazione ambientale del 22 ottobre scorso, in riferimento allo scontrino del 13 agosto 2007 in un parcheggio a Vigevano: documento che, secondo la versione fornita da Andrea Sempio, sarebbe la prova che la mattina del 13 agosto 2007 non si trovava a Garlasco ma a Vigevano.

È quanto emerge dalla informativa finale dei carabinieri sulla nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi.

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