Si riaccendono i riflettori sulle ultime elezioni amministrative di Giugliano. Questa mattina l’ex consigliere regionale ed ex esponente di Azione, Pasquale Di Fenza, si è presentato negli uffici della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord per essere interrogato dal pubblico ministero Patrizia Dongiacomo, titolare di una vasta e complessa indagine condotta dalla polizia giudiziaria della Procura. Assistito dal penalista Luigi Poziello, Di Fenza si è avvalso della facoltà di non rispondere, riservandosi di rendere dichiarazioni in un secondo momento, quando il quadro degli atti di indagine sarà più chiaro. Una scelta tecnica, maturata – secondo quanto si apprende – per consentire alla difesa di esaminare nel dettaglio le contestazioni mosse dalla Procura.
L’inchiesta
L’indagine riguarda presunte irregolarità nella raccolta e nell’autenticazione delle firme per la presentazione delle liste in occasione delle elezioni comunali del 25 e 26 maggio 2025. Diversi i soggetti iscritti nel registro degli indagati, tra cui lo stesso Di Fenza e la senatrice Annarita Patriarca, oltre ad altri nomi al momento coperti da riserbo investigativo. Al centro degli accertamenti vi sarebbero modelli di dichiarazione di presentazione di candidati alla carica di sindaco e di liste di candidati al consiglio comunale, collegati in particolare alla candidatura di Giovanni Pianese, contraddistinti dal logo “Vivere Giugliano con Giovanni Pianese”, e della lista Azione a sostegno del candidato a sindaco del centrosinistra, poi vittorioso al primo turno, Diego D’Alterio.
Secondo l’ipotesi accusatoria, Di Fenza – “in esecuzione di un medesimo disegno criminoso e in qualità di consigliere regionale della Regione Campania” – avrebbe formato atti destinati alle operazioni elettorali attestando come autentiche firme che, in realtà, sarebbero risultate contraffatte. Le contestazioni fanno riferimento, tra l’altro, agli articoli 81 del codice penale e 90 comma 2 del Dpr 570/1960, norma che disciplina le violazioni in materia elettorale. Tra gli episodi oggetto di approfondimento vi sarebbero diverse sottoscrizioni apposte sui modelli, ritenute non genuine dagli inquirenti e riferite a più presentatori di lista. Le date indicate negli atti contestati coincidono con i giorni immediatamente precedenti alla presentazione delle candidature, tra il 22 e il 23 aprile 2025, in una fase concitata della campagna elettorale.
Un’indagine ampia e articolata nata su denuncia di Cristoforo Tartarone
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Napoli Nord, viene definita dagli ambienti investigativi “vasta e complessa” e coinvolgerebbe più posizioni, con ipotesi di reato differenti a seconda dei ruoli ricoperti dai singoli indagati. Gli accertamenti mirano a verificare la genuinità delle firme e l’eventuale responsabilità di chi avrebbe autenticato le sottoscrizioni. La vicenda è ancora nella fase preliminare e vige la presunzione di innocenza per tutti gli indagati. Saranno gli ulteriori sviluppi investigativi e l’eventuale confronto con gli atti a chiarire la posizione dei singoli coinvolti.
L’attuale fascicolo della Procura di Napoli Nord sulle presunte irregolarità nelle liste elettorali di Giugliano ha preso il via anche grazie a una segnalazione formale. A sollevare per primo dubbi sulla regolarità delle sottoscrizioni fu Cristoforo Tartarone, ex consigliere comunale e figura nota nel panorama politico giuglianese, che presentò una denuncia alla polizia municipale segnalando presunte anomalie nella certificazione della lista elettorale legata a una delle formazioni in campo alle amministrative del 2025. Secondo quanto riportato dagli atti, la denuncia di Tartarone aveva messo in evidenza firme sospette e irregolari apposte sui moduli di presentazione delle candidature, spingendo gli investigatori ad avviare verifiche più approfondite sui documenti e sulla loro autenticità.
Inchiesta sulle liste elettorali a Giugliano, la Procura di Napoli Nord vuole vederci chiaro


