31.8 C
Napoli
giovedì, Luglio 25, 2024
PUBBLICITÀ

Fratelli Marrandino uccisi, il dolore di Federica e Rosa: “Spezzata la vita a due anime belle e pure, perché?”

PUBBLICITÀ

Sono distrutte Federica e Rosa, rispettivamente compagna e moglie di Claudio e Marco Marrandino, i due fratelli uccisi nel fine settimana ad Orta di Atella.

“Claudio era il mio gigante buono, una persona buona. Per me era tutto. Chissà se in quell’attimo ha pensato a qualcosa, a qualcuno, se ha avuto paura. Non voglio che passi un messaggio brutto, che erano persone che si potessero rapportare a persone malavitose. Non so perché hanno ucciso a lui e Marco, perché ha spezzato la vita a due anime belle e pure”, dice Federica Coppola a La Vita in diretta.

PUBBLICITÀ

Distrutta anche Rosa, moglie di Marco, giovane avvocato, da cui aveva avuto due bimbi. “Nel video che si vede in giro si vede Marco che scappa col telefono in mano, sono sicuro che in quel momento ha pensato a me, ai nostri figli. Mi sono innamorata di lui fin dal primo giorno che l’ho visto, ogni volta che tornava a casa era per noi una festa e gli cantavamo anche la canzoncina “bentornato papà”. Non so cosa sia successo, perché quest’uomo ha distrutto due vite di due persone pure e splendide come quelle di Marco e Claudio. Per me Marco era tutto, ho perso tutto senza sapere perché. L’ho sentito sabato l’ultima vota verso le 13, mi disse iniziare a mangiare perchè faceva tardi. Poi quando non l’ho visto arrivare mi sono preoccupata ma il telefono era spento, ho avuto un brutto presentimento.

Le indagini sul duplice delitto

Dopo aver ucciso per strada i fratelli Marco e Claudio Marrandino, di 40 e 29 anni, a Orta di Atella, nel Casertano, il killer ha puntato l’arma anche contro uno dei carabinieri intervenuti: il militare dell’Arma ha quindi esploso due colpi di pistola, senza però colpire l’assassino.

Questi è fuggito, ma è stato rintracciato successivamente in una struttura sanitaria della zona e sottoposto a fermo. E’ quanto precisa il capo della procura della Repubblica di Napoli nord, Maria Antonietta Troncone, aggiungendo che l’uomo è stato interrogato e si è detto estraneo ai fatti.

Due fratelli uccisi: il pm, non ancora chiaro il movente

“Non è ancora chiaro il movente” del duplice omicidio dei fratelli Marco e Claudio Marrandino, di 40 e 29 anni, un avvocato e un imprenditore, uccisi a Orta di Atella sabato scorso nel Casertano. Lo afferma il capo della procura della Repubblica di Napoli nord, Maria Antonietta Troncone. Un uomo, definito dallo stesso magistrato un “cultore delle armi”, è stato fermato poco dopo il fatto in una clinica della zona, ma ha negato ogni addebito. Gli inquirenti, tuttavia, ritengono di avere raccolto gravi indizi a carico del fermato, un operaio di 55 anni di Cesa, di dove erano originarie anche le vittime, che dopo aver ucciso i fratelli ha puntato la pistola contro uno dei carabinieri intervenuti, il quale lo ha evidentemente visto bene, sparandogli anche due colpi, senza centrarlo. Il magistrato ha ricostruito la vicenda, avvenuta nel pomeriggio di sabato, in prossimità dello svincolo ‘Succivo’ dell’asse stradale ‘Nola-Villa Literno’. Una pattuglia di carabinieri della compagnia di Marcianise transitava proprio in quel luogo quando ha notato due auto ferme e le persone a bordo che discutevano, “apparentemente per un diverbio legato a motivi di viabilità”. Il capo pattuglia si è allora avvicinato, per sedare la lite, ma è stato in quel momento che il conducente di una delle auto è sceso, ha afferrato e strattonato il passeggero dell’altra autovettura, poi ha estratto dalla cintura una pistola e gli ha sparato “numerosi colpi” centrandolo alla testa. Subito dopo, ha sparato pure al conducente, che nel frattempo era sceso nel tentativo di fuggire a piedi, colpendolo alla schiena. E’ in questo momento che ha puntato l’arma contro il carabiniere, che però è stato più rapido e ha fatto fuoco, senza tuttavia colpire l’uomo, che è risalito sulla sua auto ed è fuggito. Ne è nato un inseguimento, durante il quale il killer ha lanciato pezzi di vetro dal finestrino, danneggiando l’auto dei carabinieri, che alla fine lo hanno perso, nelle campagne intorno al comune di Cancello e Arnone. Le ricerche sono però proseguite e il presunto assassino è stato rintracciato in una struttura sanitaria della zona. Al magistrato ha detto di non avere niente a che fare col duplice omicidio, ma è stato comunque sottoposto a fermo perche sul suo conto, affermano gli inquirenti, sono stati acquisiti “gravi indizi di colpevolezza, tenuto conto dell’inequivoco riconoscimento da parte dei carabinieri e del pericolo di fuga”. A casa del sospettato sono state ritrovate armi e munizioni, tra cui un fuicile a canne mozze modificato e con matricola abrasa e una pistola semiautomaica detenuta illegalmente, oltre a circa cento chili di bossoli. All’uomo era stato in passato revocato il porto d’armi.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

RESTA AGGIORNATO, VISITA IL NOSTRO SITO INTERNAPOLI.IT O SEGUICI SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.

PUBBLICITÀ

Ultime Notizie

Assolto l’ex sindaco di Melito, fine dell’incubo per Mottola. “Non ha mai perso la fiducia nella giusta giustizia”

Il fatto non sussiste. Assolto con formula piena Luciano Mottola, ex sindaco di Melito, coinvolto nell’inchiesta sui rapporti tra...

Nella stessa categoria

PUBBLICITÀ