“Sono qui oggi perché sento il dovere di chiedere scusa”. Inizia così la lettera che Adriano Cappellari, l’aspirante giornalista di Enego, provincia di Vicenza, accusato dalla Procura di aver messo in scena l’attentato incendiario alla sua abitazione per simulare di essere vittima della malavita, ha consegnato alla pm Alessia Grenna.
Le scuse del giornalista Cappellari: “Mi sono inventato tutto, l’attentato non era vero”
L’interrogatorio di Cappellari, accompagnato dall’avvocato e sindaco di Asiago Roberto Rigoni Stern, è durato circa due ore. “Molti mi hanno creduto, mi hanno difeso e hanno sofferto insieme a me. A tutti loro chiedo sinceramente perdono, perché ho tradito la loro fiducia”, spiega il giovane.
La scorsa settimana, dopo che era scattata la perquisizione della sua abitazione, Cappellari era stato portato in caserma dove aveva scelto di fare scena muta di fronte alle domande degli inquirenti, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Ora, messo di fronte alle prove raccolte in queste settimane dai carabinieri, il giovane ha finalmente iniziato a collaborare e oggi il suo difensore ha chiesto al pm un nuovo interrogatorio che potrebbe avvenire prima di Ferragosto.
L’obiettivo sembra quello di uscire di scena nel più breve tempo possibile, evitando il clamore di un processo – e il relativo dibattimento in aula – che metterebbe Adriano Cappellari ancor più sotto pressione.

