Camorra Giugliano. Clan Mallardo, scarcerazione eccellente: Giuliano Amicone è tornato libero

Scarcerazione eccellente nel clan Mallardo, è tornato completamente libero Giuliano Amicone, ritenuto dagli inquirenti uno dei reggenti della cosca. Il ras era in carcere dal dicembre 2017, quando fu arrestato dopo poche settimane dalla scarcerazione ottenuta pre problemi di salute. Durante una visita di controllo disposta dalla DDA emerse infatti che poteva scontare la pena in cella. Amicone è stato
condannato in primo grado a 8 anni di reclusione per estorsione aggravata dal metodo mafioso accertata e commessa a Giugliano nel 2012 e, successivamente, a causa di motivi di salute, fu sottoposto ai domiciliari.
Ma in seguito ad una visita di controllo operata da un medico incaricato dalla direzione distrettuale antimafia venne accertato che le sue condizioni di salute erano compatibili con la carcerazione in istituto di pena e dunque fu portato in cella. La scorsa settimana Amicone ha terminato di scontare la pena ed è stato scarcerato. Resta comunque indagato in altri procedimenti penali.

La storia di Giuliano Amicone

 

La battaglia degli avvocati di Amicone (avv. Antonio Giuliano Russo e Antimo D’Alterio) è iniziata oltre un anno fa, quando presentarono l’istanza di attenuazione della misura cautelare a causa delle condizioni di salute precarie dell’esponente del clan detenuto nel carcere di Opera, nel Milanese. Secondo i legali il carcere non avrebbe potuto garantire una corretta alimentazione al detenuto, affetto da una malattia ai reni. Il perito nominato dal tribunale aveva confermato tale ipotesi ed i giudici decisero così di scarcerare Amicone concedendogli i domiciliari presso la sua abitazione. Il Riesame, su richiesta del pm, aveva ribaltato la decisione ma gli avvocati fecero ricorso in Cassazione annullò la decisione e rinviato gli atti di nuovo al tribunale.

Il boss fu arrestato nel febbraio del 2013. Era ricercato da oltre un anno, fu rintracciato in casa di una donna di 38 anni. I carabinieri fecero irruzione in un appartamento al terzo piano in via Oasi del Sacro Cuore, dove trovarono Amicone e la proprietaria della casa, una 38enne del luogo. Al momento dell’irruzione l’uomo non oppose resistenza, lasciandosi pacificamente ammanettare. Amicone fu coinvolto già nell’operazione Lilium messa a segno dai carabinieri del Ros, dove finirono in manette 18 persone, accusati a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata e detenzione di armi da guerra