Era accusato di estorsione e concorrenza sleale aggravata dall’articolo 7, dopo un lungo excursus giudiziario Giuseppe Mascolo, noto commerciante di Qualiano nel settore della tappezzeria, è stato assolto dalla Corte di Appello del Tribunale di Napoli.
Dopo una lunga battaglia giudiziaria finita prima in Cassazione e poi dopo un annullamento con rinvio in appello, Mascolo (difeso dall’avvocato Giorgio Pace) definitivamente assolto dal reato di estorsione e concorrenza sleale aggravata dall’articolo 7 per aver imposto secondo l’accusa sul territorio di Qualiano per conto del clan locale videopoker nei bar. Il tappezziere è stato detenuto tra carcere e domiciliari 3 anni e 5 mesi.

La storia giudiziaria di Mascolo

 Giuseppe Mascolo fu condannato in primo grado 4 anni per un’estorsione, mentre su assolto per il reato di illecita concorrenza. Era accusato di aver fatto parte di un gruppo di 19 persone arrestate a giugno del 2014: il resto è stato giudicato con l’abbreviato.
L’inchiesta coinvolse le “nuove leve” del clan legati in prevalenza all’ala storica dei Pianese. Dopo la morte del boss, infatti, il controllo passò nelle mani di Paride De Rosa ed è proprio a quest’ultimo che gli arrestati fecero riferimento, tanto che gli inquirenti hanno ribattezzato il clan con l’appellativo dei “De Rosa”. L’indagine partì dal 2011, con le dichiarazioni dei pentiti, ma anche con centinaia di pagine di intercettazioni telefoniche e ambientali. Dalle pagine dell’ordinanza emerse che gli arrestati imponevano l’uso di slot machine ai bar e alle sale scommesse di Qualiano, con le quali dividere gli introiti, ma imponevano anche gadget natalizi di pessima qualità e vessavano gli imprenditori locali con richieste estorsive.

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