Gomorra e realtà. Cosimo di Lauro tentò di uccidere un ragazzo, fallì come Genny Savastano

E’ indicato come il regista e maggiore responsabile della faida che dal 2004 ha di fatto ridimensionato lo strapotere del clan Di Lauro. Di Cosimo Di Lauro e del suo ruolo è stato detto tanto ma le nuove rivelazioni di Salvatore Tamburrino, ras che ha permesso agli investigatori di catturare Marco Di Lauro, aggiungono nuovi dettagli al ruolo che fu di ‘Cosimino’. Il primogenito di Paolo Di Lauro è stato uno dei primi profili tracciati da Tamburrino nei suoi verbali:«Materialmente Cosimo ha solo commesso il tentato omicidio di …., affiliato dei Licciardi, da ragazzino. Dopo l’incidente la pratica assicurativa di Cosimo venne seguita da….. a cui diede la somma di 50mila euro o 50 milioni di lire. Con questa somma dell’assicurazione si voleva giustificare la disponibilità della casa che era stata sequestrata ai Di Lauro».

 

L’OMICIDIO NELLE CASE CELESTI

Un episodio che si riallaccia ad un altro racconto fatto da un altro collaboratore di giustizia, Luca Menna. Si tratta del tentato omicidio di tale…., avvenuto nei pressi delle ‘Case Celesti’ nel 1997, e a cui avrebbe partecipato anche il primogenito del padrino di via Cupa dell’Arco. Il ras fu ucciso perchè aveva frequentazioni sentimentali non gradite al clan e, nonostante i ripetuti solleciti di interrompere queste relazioni, l’uomo continuava a fare di testa sua.

TRA GOMORRA E REALTÀ

Nella prima stagione di Gomorra Ciro di Marzio deve far compiere il primo omicidio a Genny nelle Vele di Scampia. L’ordine viene direttamente da Pietro Savastano che pensa già alla successione del clan. L’Immortale tenta di far uccidere un drogato al giovane ma la paura è tanta: la tremante mano sbaglia il colpo. Il tossico è agonizzante a terra perché  solo ferito, tocca a Ciro finirlo. L’iniziazione criminale di Genny fallisce ma tutto ciò non viene rivelato a don Pietro, solo dopo emerge la verità.