Guerra a Bagnoli, i D’Ausilio schierati con i Mallardo contro gli Scissionisti delle palazzine

Da sinistra a destra Felice D'Ausilio, Vittorio Albano e Stefano D'Alterio

Nel periodo in cui era latitante Felice D’Ausilio, impegnato in quel frangente nella guerra contro i Nappi-Bitonto, cercò sponde nell’area a nord di Napoli. E’ questo uno dei passaggi più interessanti emerso nelle circa 400 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare che tre giorni fa ha portato in carcere ras e gregari della cosca di Bagnoli. Si registravano in quella fase approcci con il gruppo facente capo a Giovanni Ciccarelli, capo indiscusso di Villaricca e Qualiano che metteva a disposizione dei D’Ausilio, Biagio Ciccarelli. Si documentava inoltre, l’amicizia con i Mallardo di Giugliano, quella con l’Alleanza di Secondigliano e quella con i Lubrano di Marano e per ultimo l’alleanza con pregiudicati del quartiere di Pianura facente capo a Antonio Lago. Una prima conversazione chiara in tal senso è quella intercettata sull’auto di Stefano D’Alterio: questi, apprendeva, tramite un pizzino ricevuto da Felice D’Ausilio che quest’ultimo era interessato ad acquisire notizie sul clan Ciccarelli di Qualiano.

I rapporti con i Mallardo

Ancora più stretti i contatti con i giuglianesi. Interessante è una conversazione intercettata nel luglio del 2016. In auto si trovano Vittorio Albano, Antonio D’Ausilio e Gianni Maria Lama, esponente di spicco del clan Mallardo di Giugliano. I tre, erano alla ricerca di armi che occorrevano ai Mallardo per contrastare i loro nemici riconducibili ad Aniello Di Biase ‘Paparella’. Lama spiegava ai suoi accompagnatori le avversità che erano in atto tra il clan a cui apparteneva, ovvero quello dei Mallardo, con quello degli scissionisti ed in merito, D’Ausilio e Albano non esitavano a riferirgli di farsi da portavoce verso il suo capo e dirgli di chiamarlo qualora gli fosse servito aiuto, in quanto lui ed il suo gruppo erano pronti a dargli appoggio:«Tu gli devi dire proprio che qualsiasi problema qua questo paese questo paese sono 40 anni che non tiene un problema… ma che è che oggi tiene questo problema…? ma poi noi lo vogliamo bene guagliò qual è il problema “scendiamo pure noi”. Scendiamo contro quelli là, i figli di Paparella».

Il messaggio di D’Ausilio ai Licciardi

Non mancano i riferimenti ai Licciardi e all’Alleanza di Secondigliano. Vittorio Albano chiedeva al figlio di renderlo nonno prima del suo probabile arresto. Da che scherzavano, padre e figlio iniziavano a parlare in maniera più seria di alcune dinamiche camorristiche. In particolare il giovane chiedeva al padre in che tempi il gruppo criminale di cui faceva parte avrebbe conquistato il quartiere di Cavalleggeri D’Aosta. Albano rispondeva al figlio che lo avrebbero conquistato per il prossimo settembre. A questo punto il ragazzo chiedeva al padre come erano i rapporti tra il suo clan e quello della “Masseria” (i Licciardi) e come questi avrebbero reagito alla loro ascesa; Albano rispondeva che i D’Ausilio erano da sempre in buoni rapporti con quelli dell’Alleanza e che, pertanto, avrebbero accolto favorevolmente tale nuova dinamica. Aggiungeva che dopo l’evasione, Felice aveva ricevuto un messaggio da parte dello stesso gruppo criminale con il quale esprimevano tutta la loro contentezza per il suo ritorno sul territorio per la gestione degli affari illeciti. Albano aggiungeva inoltre che i D’Ausilio stavano in ottimi rapporti anche con la famiglia malavitosa dei Lubrano, contigua al clan Orlando egemone su Marano.

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