Ha sconfitto il cancro, ora spera in un cuore nuovo. La lettera di Ilaria: “Voglio tornare a ballare”

Dopo un anno di lotta contro il cancro, la piccola Ilaria sperava di poter tornare a correre, giocare e ballare. Invece per la bambina, 11 anni, il destino aveva preparato un’altra prova: un virus l’ha colpita mentre era ancora in fase di guarigione, compromettendo le funzioni cardiache. Ilaria è quindi da 7 mesi in attesa di un cuore nuovo. La sua esistenza è appesa alla macchina Berlin Heart, che le permette di restare in vita, ma non di sostenere sforzi fisici. “Con questa macchina che mi tiene in vita posso camminare ma non posso ballare perché altrimenti suona. Questa è la cosa che mi manca di più della mia vecchia vita”, racconta la bambina nella lettera che ha scritto, pubblicata da Il Mattino.

«Con questa macchina che mi tiene in vita posso camminare ma non posso ballare perché altrimenti suona. Questa è la cosa che mi manca di più della mia vecchia vita». A scrivere di suo pugno nero su bianco in una lettera queste parole è Ilaria, una bimba di 11 anni, la cui vita è appresa al filo di un congegno meccanico – il Berlin Heart – che consente al suo cuore di battere in attesa di un organo sano.  La lettera è stata riportata da Il Mattino,

Sono già 210 giorni che Ilaria è ricoverata nel reparto di assistenza meccanica al circolo e dei trapianti dell’ospedale Monaldi di Napoli guidato dal dottore Andrea Petraio. Ilaria è attaccata alla macchina che dà impulso al suo cuore malato, per aiutarla è stata lanciata una petizione online diretta all’ex ministro Grillo attraverso il sito Change.org, per chiedere l’ applicazione dei decreti attuativi della legge 91, che regola il principio sul silenzio – assenso per la donazione di organi. «In questo reparto ho fatto tante nuove amicizie, soprattutto mi sono affezionata ad Alessandro, il mio infermiere preferito perché gioca con me e mi tira su quando sono triste – scrive Ilaria – anche se qui sono tutti gentili con me vorrei che mi arrivasse un cuore nuovo come è già successo ai miei compagni di avventura che ormai sono a casa». «Nell’ipotesi migliore in un anno Italia sono solo tre, massimo quattro, i cuori compatibili con il caso di Ilaria – spiegano i medici – è una situazione più o meno paragonabile a quella di una persona affetta da una malattia rara».

Ecco perché dal reparto del Monaldi hanno attivato per lei una procedura di internazionalizzazione, mettendo in conto di uscire fuori dai confini nazionali pur di avere un cuore ‘giusto’ per la piccola lottatrice. Ilaria ha infatti già sconfitto un altro male, un tumore. Ma un virus ha poi purtroppo fatto precipitare tutto. E adesso, dopo un anno di guerra contro il cancro e 7 mesi di attesa per un cuore, anche la grinta e la fora emotiva iniziano a venir meno. «Veder andare via gli altri con un cuore nuovo è per lei un duro colpo – sottolinea Valentina Penta, la psicologa che assiste la bambina nel multidisciplinare reparto del Monaldi – noi tutti qui, insieme ai genitori, cerchiamo di darle tutto l’affetto e il supporto possibile, ma iniziamo a percepire la sua stanchezza. Ha bisogno di un cuore e di una buona notizia al più presto». A cercare di tirarle su il morale anche gli Arteteca, amatissimi artisti di ‘Made in Sud’, che hanno tentato di strappare un sorriso alla piccola attraverso un video – messaggio. 

«Quando uscirò dall’ospedale –conclude la lettera di Ilaria – la prima cosa che farò sarà andare a ballare»