I capi sono tutti in galera ma già ci sono gli eredi: chi sono i nuovi reggenti dell’Alleanza di Secondigliano

I capi, i nomi grossi sono stati tutti catturati (ad eccezione di Maria Licciardi) ma l’Alleanza di Secondigliano, colpita duramente dal maxi blitz dello scorso 26 giugno, è ancora viva. Ne è dimostrazione il fatto che già si avanzano i primi nomi di quelli che potrebbero reggere le sorti del sodalizio in questa fase delicata. Un discorso che vale sia per i Mallardo, per i Contini e per i Licciardi. Riguardo il gruppo di Giugliano gli investigatori più esperti ritengono che lo ‘scettro’ ereditato da Francesco Mallardo sia andato a Gennaro Trambarulo (di recente arrestato in merito all’omicidio Autuori), Domenico Pirozzi ‘Mimì o pesant’ e Gennaro Fiorillo, genero dello stesso Mallardo ma orbitante anche nelle fila dei Contini (è infatti residente a San Carlo all’Arena). Il gruppo del Vasto-Arenaccia (i Contini appunto) potrebbero contare sull’apporto di Paolo Pepillo indicato come un fedelissimo di Ettore Bosti da cui potrebbe ereditare il comando visto che è stato scarcerato da poco per decorrenza dei termini.

Discorso a parte deve essere fatto invece per i Licciardi della Masseria Cardone. Maria Licciardi è da dieci giorni la ricercata numero uno della camorra. E’ infatti l’unica dei capi ad essere sfuggita al maxi blitz che ha inferto un duro colpo all’Alleanza di Secondigliano. Quando le forze dell’ordine si sono recate presso la sua abitazione alla Masseria Cardone non c’era più nessuno: ‘a piccerell era sparita. Ed è forte adesso il timore che qualcuno ‘all’interno’ possa averla avvisata permettendole di tagliare la corda. La sua fuga non cambia però i mutamenti già in atto da tempo nel clan ed emersi in tutta la loro drammaticità con l’omicidio di Francesco Climeni che potrebbe essere rimasto coinvolto nelle tensioni e nelle frizioni che da tempo gli investigatori hanno notato nei Licciardi di fatto retto da un triumvirato composto da Paolo AbbatielloPietro Izzo e Gennaro Cirelli.