Il pentito Tamburrino parla degli affari tra Paolo di Lauro e i figli di Luigi Giuliano

Diversi collaboratori di giustizia hanno sostenuto che Pasquale Diano, detto a Carogna, è stato un appartenente al clan di Lauro. L’uomo è stato residente stabilmente in Grecia, dove avrebbe riciclato i soldi del boss Paolo di Lauro. Secondo l’ordinanza contro Marco Di Lauro sono stati confermati anche gli affari dei Milionari all’Estero.

Anche Salvatore Tamburrino avrebbe tracciato il profilo della Carogna negli ultimi verbali: “Paolo di Lauro faceva si la droga, ma tutto il guadagno delle piazze e dei passaggi di mano andava ai figli e ai cognati ed alle persone di spessore del clan. I soldi di Paolo di Lauro li faceva con il commercio, e aveva una rete di magliari, avendo iniziato con il ferro, ossia con i generatori, i martelli pneumatici, flex, i trapani, insieme a quelli di piazza Mercato con i figli di Luigi Giuliano. – e continua – Di Lauro comperava in Cina container di merci, ed aveva un referente che non ho mai conosciuto, il contatto lo aveva T. R. Li depositava in certi magazzini, dove si apponevano le etichette vendendo come merce contraffatta“.

LA LATITANZA DI CIRUZZO

Diano avrebbe ospitato Ciruzzo durante la latitanza, svolgendo anche il ruolo di messaggero per Cosimo Di Lauro. Il collaboratore di giustizia Carlo Capasso ha parlato della Carogna: “Ho appreso da PICA GIUSEPPE che PASQUALE riciclava i soldi di PAOLO DI LAURO, PICA mi disse che PASQUALE aveva negozi in Grecia ed in Belgio allestiti con i soldi di PAOLO DI LAURO. Come ho già detto in precedenti interrogatori in questi negozi si vendevano trapani”. Il pentito Maurizio Prestieri ha dichiarato: “Quando il riesame confermò i procedimenti Paolo DI LAURO fugge in Grecia”.