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Incendio al Giudice di Pace di Marano, resta in carcere 32enne di Giugliano

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Resta in carcere Giuseppe Rendola, detto “Pinotto”, 32enne di Giugliano in Campania, arrestato lo scorso 20 marzo con l’accusa di essere coinvolto nell’incendio che ha colpito gli uffici del Giudice di Pace di Marano. Il Tribunale del Riesame di Napoli ha infatti rigettato il ricorso presentato dalla difesa, confermando la misura cautelare della custodia in carcere presso il penitenziario di Poggioreale.

Secondo i giudici, sussistono gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato, oltre a concrete esigenze cautelari che giustificano il mantenimento della detenzione. Rendola, già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati a rapine e reati contro il patrimonio, resta quindi al centro dell’inchiesta.

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Nel frattempo, proseguono senza sosta le indagini condotte dai militari della Guardia di Finanza di Giugliano, impegnati a fare piena luce sull’episodio. Gli investigatori sono al lavoro per identificare il complice del 32enne, ancora ignoto, e per accertare l’eventuale presenza di mandanti. Un aspetto, questo, ritenuto particolarmente rilevante dagli inquirenti, anche alla luce del fatto che Rendola non avrebbe avuto alcun interesse diretto nell’incendio di un ufficio giudiziario.

Il fatto

L’incendio risale alla notte del 24 febbraio scorso, quando le fiamme hanno devastato gli uffici del Giudice di Pace di Marano, attualmente ancora chiusi. Le indagini hanno preso una svolta decisiva grazie all’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. Dai filmati è emerso che due individui, con il volto coperto, si sono arrampicati lungo un lato dell’edificio fino a raggiungere una finestra del primo piano. Dopo aver infranto il vetro, avrebbero versato all’interno del locale un liquido infiammabile contenuto in una tanica, dando poi origine al rogo.

Ulteriori riscontri sono arrivati anche dalle perquisizioni effettuate presso l’abitazione dell’indagato: gli investigatori hanno rinvenuto capi di abbigliamento ritenuti compatibili con quelli utilizzati durante l’azione. Inoltre, nel portabagagli dell’auto in uso a Rendola è stata trovata una tanica che, secondo gli inquirenti, avrebbe contenuto benzina. Il provvedimento restrittivo era stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord, su richiesta della Procura che coordina l’inchiesta. Già nel dicembre scorso, la stessa Procura aveva disposto il sequestro dell’intero edificio che ospitava l’ufficio giudiziario, a causa di irregolarità legate alla sicurezza sui luoghi di lavoro. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e individuare eventuali responsabilità ulteriori dietro un gesto che resta, al momento, ancora privo di un movente certo.

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Antonio Mangione
Antonio Mangionehttp://www.internapoli.it
Giornalista pubblicita iscritto dalll'ottobre 2010 all'albo dei Pubblicisti, ho iniziato questo lavoro nel 2008 scrivendo con testate locali come AbbiAbbè e InterNapoli.it. Poi sono stato corrispondente e redattore per 4 anni per il quotidiano Cronache di Napoli dove mi sono occupato di cronaca, attualità e politica fino al 2014. Poi ho collaborato con testate sportive come PerSempreNapoli.it e diverse testate televisive. Dal 2014 sono caporedattore della testata giornalistica InterNapoli.it e collaboro con il quotidiano Il Roma
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