La terza faida iniziò a causa di una vendetta:«Uccisero mio fratello»

La morte di Luigi Magnetti ha costituito uno spartiacque nella storia della camorra dell’area nord. Il 21enne ucciso per aver sbagliato bersaglio, per non aver compiuto ‘il proprio dovere’. Nel 2007 si assiste infatti al passaggio dei ‘girati’ della Vanella Grassi, il gruppo del centro storico di Secondigliano, nelle fila degli scissionisti degli Amato-Pagano che per testare la reale volontà dei secondiglianesi di lasciare i Di Lauro affidarono loro una serie di delitti eccellenti. Siamo nel periodo precedente la terza faida.

La ‘punizione’ contro ‘o mocill

Tra questi quello di Paolo De Lucia che doveva morire per mano proprio di Magnetti. Il 21enne ucciso poche ore dopo l’incursione nel bar «Mary» al rione Berlingieri. Pagò con la vita l’errore di persona: ammazzò Salvatore Ferrara invece di Paolo De Lucia esponente della famiglia del rione Berlingieri storicamente vicina al clan di Ciruzzo ’o milionario. Ferrara aveva la stessa corporatura di Paolo De Lucia, una somiglianza che si è rivelata fatale. Fatto sta che poche ore dopo l’agguato nel bar «Mary», Magnetti fu ucciso ad Arzano. Ad aiutare allora gli investigatori della squadra mobile fu anche il cambio di residenza del giovane che da vico Lungo Ponte si era trasferito ad Arzano certificando di fatto il suo allontanamento dal clan Di Lauro. Fu quello l’inizio della Terza faida.

La vendetta contro gli Scissionisti: l’inizio della terza faida

Per quel delitto il fratello di Luigi, Fabio, uccise il ras degli scissionisti Raffaele Stanchi come ammesso da lui stesso ai magistrati:««Il nostro compito era di interrogare Lello “bastone”, dovevamo solo sequestrarlo e chiedergli dei soldi della droga. Punto». Poi casa accadde che presi la pistola e li uccisi. Lo feci per vendetta, perché pensai a mio fratello Luigi Magnetti ammazzato tempo prima»

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