Le amicizie con Cutolo, don Antonio Polese e i Casalesi: la figura di Adolfo Greco

Hanno fatto luce sull’intromissione del clan dei Casalesi nel settore della commercializzazione e distribuzione del latte le indagini della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza che ieri hanno eseguito sette misure cautelari nei confronti di 7 persone gravemente indiziate, a vario titolo, di concorso esterno in associazione di tipo mafioso. Secondo quanto emerso dall’attività investigativa, coordinata dalla DDA di Napoli, il clan si era infiltrato nel settore attraverso un’azienda fittiziamente intestata a prestanome. Secondo gli investigatori gli indagati hanno fornito un contributo concreto all’associazione mafiosa consentendole di conservarsi e a rafforzarsi. Contestato anche il reato di trasferimento fraudolento di valori, con l’aggravante mafiosa.
Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile di Napoli, dal Commissariato di Castellammare di Stabia e dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli.

L’inchiesta

Ecco l’elenco degli indagati:

Adolfo Greco

20-04-1950 Castellammare di Stabia;

Pasquale Russo

20-05-1970 Incisa Val d’Arno;

Antonio Santoro

17-05-1965 San Nicola La Strada;

Lorenzo Vanore

06-08-1971 Caserta;

Filippo Capaldo

17-12-1977 Casapesenna;

Nicola Capaldo

03-03-1981 Castelvolturno;

Giovanni Massaro

27-09-1974 Casapesenna;

Giuseppe Petito

27-01-1958 Marcianise;

Gianfranco Costanzo

09-10-1984 San Nicola La Strada;

Teresa Zazzaro

09-03-1977 Teverola

La visita nel castello del Boss delle Cerimonie

Come riporta Il Mattino Adolfo Greco presentò Nicola e Filippo Capaldo al suo amico e socio in affari Tobia Antonio Polese, il defunto «boss delle cerimonie». «Gente di serie A, sono i nipoti di Zagaria. Comandano in tutta Italia», disse Greco. Con Polese, Greco prova a organizzare il battesimo per conto dei Capaldo. «Nessuno deve sapere chi sono. Sono 20-25 persone, una cosa riservata». Imprenditore e uomo di fiducia del superboss Raffaele Cutolo, l’Antimafia intercetta decine di conversazioni in cui Greco si vanta della sua amicizia con Cutolo.

L’inchiesta

La distribuzione e la vendita del latte, di nuovo, nelle mani del clan dei Casalesi. Sette gli arresti eseguiti questa mattina dalla squadra mobile di Napoli e dal Gico della Guardia di finanza. In carcere sono finiti Filippo e Nicola Capaldo, nipoti del boss Michele Zagaria, e Adolfo Greco, imprenditore di Castellammare di Stabia, scarcerato appena ieri.

L’indagine é partita dagli accertamenti su una ditta di Caserta da tempo dichiarata fallita. Gli indagati rispondono a vario titolo di concorso esterno col clan dei Casalesi e trasferimento fraudolento di valori con L’aggravante mafiosa.
Già in passato l’ala dei Casalesi facente capo a Michele Zagaria fu coinvolta in un’inchiesta sul monopolio della distribuzione del latte. All’epoca si scoprì che la Parmalat, per assicurarsi il monopolio del settore nell’area nord della Campania, pagava al boss una lauta tangente mensile in modo da ottenere l’esclusiva sulla distribuzione nei supermercati del proprio latte.

L’inchiesta nasce da un filone della maxi operazione Olimpo che poco più di un anno fa ha portato a una quindicina di arresti nell’area stabiese tra boss e affiliati a quattro clan di camorra. Anche in questo caso, come detto, tra gli arrestati figura l’imprenditore del latte Adolfo Greco, esclusivista latte Berna per la zona di Castellammare e dintorni, già detenuto a Secondigliano e a processo per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Proprio ieri sera, Greco aveva ottenuto il beneficio dei domiciliari per motivi di salute.