«La mamma ha sentito degli spari, poi il grido del figlio e infine lo ha trovato riverso in terra». È il racconto straziante di don Salvatore Cinque, parroco delle chiese di Sant’Alfonso e San Gerardo, che oggi ha raggiunto la famiglia di Lorenzo Spasiano per portare conforto dopo l’omicidio del 21enne avvenuto nella notte a Miano. Il sacerdote descrive una comunità sconvolta da una tragedia che, al momento, lascia ancora molti interrogativi aperti. «Una notizia che ci scuote e ci addolora», afferma. «È un ragazzo che non fa parte della malavita, almeno che io sappia: ha sempre lavorato nel panificio davanti la chiesa».
Don Salvatore conosceva Lorenzo da anni. Un volto familiare nel quartiere, un giovane che, pur non frequentando assiduamente la parrocchia, era ben noto alla comunità. «Lorenzo era un ragazzo vivace, come tutti i ragazzi del quartiere. Però legarlo alla malavita non lo vedo», spiega il parroco. «Lorenzo non veniva sempre in parrocchia, bazzicava. Spesso lo vedevo, mentre il fratello più grande, Alfredo, la frequentava spesso». Proprio al fratello della vittima, distrutto dal dolore, il sacerdote ha rivolto uno dei momenti più toccanti della visita. Alfredo, in lacrime, si è stretto a lungo in un abbraccio con il parroco, cercando conforto in una giornata segnata da una perdita improvvisa e devastante.
Ma accanto al cordoglio, don Salvatore lancia anche un appello affinché il quartiere possa reagire attraverso percorsi educativi e di inclusione rivolti ai più giovani. «Ci troviamo in uno spiraglio di dolore e cattiveria e questo ci fa male. Dobbiamo puntare sull’educazione, sulla crescita e creare dei poli educativi all’interno del quartiere», sottolinea il sacerdote. «Noi lo stiamo già facendo, infatti a breve inaugureremo il nuovo oratorio di San Carlo per prendere i ragazzi dalla strada e portarli in parrocchia e dargli prima di tutto un’educazione, una crescita».
Ipotesi lite durante la partita di calcetto
Tra le piste al vaglio degli investigatori per fare luce sull’omicidio di Lorenzo Spasiano c’è anche quella di un possibile litigio avvenuto nelle ore precedenti durante una partita di calcetto. Si tratta di un’ipotesi che circola nel quartiere e che i carabinieri stanno verificando nell’ambito delle indagini. Gli accertamenti sono in corso per ricostruire gli ultimi spostamenti del giovane e individuare il movente dell’agguato costato la vita al 21enne. Al momento, i militari dell’Arma sottolineano che Spasiano era incensurato e che non risultano collegamenti con ambienti della criminalità organizzata.


