Camorra. Killer cutoliano confessa l’omicidio del sindaco: “Lo sorpresi a toccarsi davanti a mia sorella”

Macario Mariniello, esponente di spicco della Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo, ha confessato l’omicidio di Giorgio Barbarulo, avvocato e sindaco di Nocera Inferiore all’epoca del delitto. Era il 29 luglio del 1980 quando l’uomo fu freddato nell’androne del suo studio legale. A raccontare la dinamica è stato lo stesso Mariniello, sotto accusa presso la corte d’Assise di Salerno.

Secondo il suo racconto, il killer salì nello studio con Francesco Sorrentino. Trovò sua sorella seminuda mentre Barbarulo, con una macchina fotografica in mano, compiva atti di autoerotismo davanti alla donna. Mariniello rivestì la sorella e l’accompagnò in macchina, quindi ritornò allo studio e affrontò l’avvocato che lo minacciò di chiamare i carabinieri. La minaccia scatenò il raptus omicida del cutoliano che, avvolta la sua pistola in un panno, fece fuoco contro l’avvocato. Questo il racconto dell’uomo.

I giudici della Corte d’Assise di Salerno si sono aggiornati al prossimo 11 luglio, quando sarà prevista la requisitoria della pubblica accusa. Il processo per l’omicidio Barbarulo era stato annullato dalla Cassazione, per un problema di estradizione legato alla condizione dell’imputato. Mariniello era stato condannato in primo e secondo grado, poi il fascicolo era ritornato in sede preliminare, con l’iter giudiziario da definire nuovamente attraverso tutti i passaggi previsti per legge. Le indagini si erano avvalse della collaborazione di diversi pentiti e collaboratori di giustizia, che indicarono in Mariniello proprio l’autore di quell’omicidio.