Dalla ‘Mano de Dios’ al trionfo in finale, quando Maradona vinse da solo il Mondiale con l’Argentina

Dalla 'Mano de Dios' al trionfo in finale, quando Maradona vinse da solo il Mondiale con l'Argentina
Dalla 'Mano de Dios' al trionfo in finale, quando Maradona vinse da solo il Mondiale con l'Argentina

Meno di un mese fa, Diego Armando Maradona, aveva compiuto 60 anni. Il mondo del calcio, come si fa con ogni grandissimo calciatore, lo aveva onorato. Tutti lo avevano onorato: un trattamento riservato solo a pochi eletti. Ed ‘El Pibe de Oro’, il calciatore più forte di tutti i tempi, rappresentava tutti questi. A distanza di qualche settimana dal suo sessantesimo compleanno, il campione argentino è deceduto a causa di un arresto cardiaco, gettando nello sconforto l’Argentina, Napoli e tutto il mondo.

I trionfi di Maradona con l’Argentina e il Napoli

Sarà impossibile dimenticare quello che Maradona ha regalato non solo al popolo partenopeo, a cui ha regalato gioie ed emozioni che nessun’altro ha saputo donare. Ma soprattutto dalla sua prima patria, l’Argentina, con cui ha vinto il Mondiale del 1986 ed ha disputato anche la finale di Italia ’90.

In quei momenti, così come tanti altri, si notava l’essenza di Diego Armando Maradona. I gol memorabili, la ‘Mano de Dios’ in Argentina Inghilterra e ancora al gol segnato pochi minuti dopo, quando scartò sei o sette giocatori inglesi prima di ‘condannare’ l’estremo difensore Shilton. Passati i quarti con gli inglesi, toccò al Belgio, per poi arrivare ad affrontare in finale la Germania. Si gioca allo stadio Azteca, in Messico, davanti a circa 115000 spettatori. L’Argentina passa avanti 2 volte, ma viene rimontata 2-2 dai tedeschi. Diego ha deciso che è arrivato il momento di vincerla la partita, ma non può farlo direttamente perché è letteralmente braccato. Entra in scena la sua infinita classe, ancora oggi mai più vista, che gli permette di trovare un tocco delizioso per Burruchaga, il quale aveva accennato pochi instanti prima uno scatto. Argentina 3 Germania 2 non è altro che la consacrazione dell’Argentina e del numero 10 più forte di tutti i tempi.

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