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sabato, Gennaio 22, 2022
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Marano. Area Pip, 5 ditte in lizza per la messa in sicurezza: lavori da 150mila euro


Si conoscerà in queste ore l’esito della gara con l’aggiudicazione della ditta riguardante le opere urbane e messa in sicurezza dell’area a ridosso del Pip, il Piano di Insediamento Produttivo di via Migliaccio i cui capannoni vennero sequestrati a dicembre del 2016 dai carabinieri del Ros su disposizione della Dda di Napoli per irregolarità urbanistiche. Il complesso industriale, i cui lavori furono realizzati dalla Iniziative Industriali srl, società che venne creata appositamente per i lavori dopo l’affidamento dell’appalto alla Concessionaria Cesaro srl Costruzioni dei fratelli Aniello e Raffaele Cesaro poi arrestati, venne realizzato in barba alle norme in materia e per questo motivo si sono resi necessari lavori alla strada di accesso al Pip attraverso il rifacimento del sistema fognario, allacci idrici e del gas susseguenti al sequestro preventivo del posto.

La procedura di gara, portata avanti dall’Ufficio Lavori Pubblici del Comune diretto dall’ingegnere Pasquale Di Pace è quella rispondente alla procedura negoziata dopo che il precedente bando andò deserto. Sono 5 le ditte in lizza con l’importo per i lavori pari a 150.000 euro di fondi comunali. Da quando emersero le notizie giudiziarie in merito alla nascita del Piano di Insediamento Produttivo risalente a cavallo tra la fine degli anni ’90 e gli inizi degli anni 2000, per alcune aziende si profilò la chiusura mentre altre continuano la propria attività pur tra molte difficoltà. 

L’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli coordinata procuratore aggiunto della Repubblica Giuseppe Borrelli e partita nel dicembre 2015 «ha acclarato – come specificato nella nota diffusa nei giorni scorsi dalla Procura di Napoli – che le opere di urbanizzazione, costruite a supporto del complesso industriale, realizzate con project financing (costo complessivo 4 milioni di euro attinti da fondi comunali ndr.), non sono state mai collaudate ed i relativi certificati e le relazioni tecniche sono state falsificate. Inoltre, essendo state realizzate non rispettando le indicazioni progettuali, gran parte delle predette opere non sono state neppure collaudabili».

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