Oltre duecento secoli di carcere. Questo quanto stabilito questo oggi dal Gup di Napoli per i ras e gregari del clan Mazzarella accusati di traffico di droga. Il quadro tracciato dalla Dda in sede di indagini è quello di un’organizzazione criminale strutturata e radicata, dedita al traffico di stupefacenti, alla gestione delle piazze di spaccio e al controllo del territorio. Molto buono il risultato del reggente Michele Mazzarella che, a fronte di una richiesta di condanna a 18 anni di carcere ne ha rimediati solo 6 vedendosi riconosciuta la continuazione con altra sentenza: a difendere Mazzarella gli avvocati Leopoldo Perone e Sergio Lino Morra. Buono anche il risultato di Carmine Martiniello che, a fronte di una richiesta a 12 anni di carcere, è stato condannato a 10 anni e 4 mesi: Martiniello era difeso dall’avvocato Rocco Maria Spina.
Queste le altre condanne: Raffaele Anastasio 9 anni, Fabio Annunziata 18 anni, Antonio Baia 6 anni e sei mesi, Antonio Barra 9 anni e sei mesi, Rosa Bova 9 anni e sei mesi, Ferdinando Buonocore 6 anni, Fabio Civita 9anni e sei mesi, Clemente Correale 15 anni e 4 mesi, Enzo Cuozzo 8 anni in continuazione, Roberto De Bernardo 6 anni e sei mesi, Rosario De Bernardo 18 anni, Salvatore Di Caprio 18 anni, Clemente Di Ciccio 7 anni e sei mesi, Salvatore Esposito 11 anni, Alessandro Lanzone 3 anni e quattro mesi, Salvatore Lanzone 6 anni, Antonio Menna 4 anni, Carmela Miranda 18 anni e 4 mesi, Francesco Scurti 6 anni e dieci mesi.
Secondo l’accusa, nonostante la detenzione nel carcere di Siracusa, il capoclan avrebbe continuato a mantenere il controllo delle attività criminali, dirigendo un vasto traffico di stupefacenti attraverso due gruppi satelliti.
Le organizzazioni avrebbero fatto capo a Rosario De Bernardo, fratello di Vincenzo De Bernardo detto “’o pisello”, assassinato in un agguato di camorra nel novembre 2015, e a Raffaele Anastasio. I due gruppi sarebbero stati operativi rispettivamente nei territori di Somma Vesuviana e Sant’Anastasia, sempre sotto l’egida del clan Mazzarella, che – secondo gli inquirenti – continuerebbe a esercitare un controllo capillare del territorio.
Il collegio difensivo
A rappresentare gli imputati un articolato collegio difensivo composto dagli avvocati Leopoldo Perone, Sergio Lino Morra, Giuseppe Milazzo, Rocco Maria Spina, Onofrio Annunziata, Rosario Arienzo e Luigi Poziello.


