Melito. Ammazzati dagli Scissionisti con 50 pallottole per dare un segnale ad una figlia che stava diventando pericolosa

Un sottogruppo che doveva essere raso al suolo per insubordinazione. Sarebbero state queste le motivazioni che spinsero i vertici del clan degli Scissionisti ad ordinare l’epurazione dei Maisto di Arzano.  Nel mirino dei killer con ogni probabilità vi era Alessandro Maisto, indagato per l’assassinio di uomini vicini al clan Di Lauro. Alessandro Maisto, essendo finito nel mirino delle forze dell’ordine, centellinava ogni spostamento e fu proprio la premura a salvargli la vita. Sorte diversa toccò invece a suoi fratello Marco Maisto e a Giovanni Irollo, che furono ammazzati la notte del 18 giugno 2007 in via Galileo Galilei a Melito. Per far fuori i due giovani (all’epoca dei fatti avevano rispettivamente 24 e 26 anni), i killer lasciarono sul posto oltre 50 bossoli di vario calibro.

I due erano a bordo di uno scooter quando furono raggiunti dai sicari. I primi colpi furono esplosi in movimento, ma l’agguato si esaurì in due posti a diversi metri di distanza l’uno dall’altro. Il corpo di Irollo fu trovato vicino allo scooter all’esterno di un’officina meccanica. Mentre quello di Marco Maisto sotto la finestra di un appartamento a pian rialzato all’incrocio tra via Galilei e via Volta.

Sul luogo dell’agguato, arrivarono parenti ed amici delle vittime, tra loro i carabinieri riconobbero ed arrestarono Alessandro Maisto – fratello di Marco, ritenuto responsabile di fatti di sangue legati al controllo delle piazze di spaccio.

Per il duplice omicidio avvenuto a Melito, questa mattina il pm ha disposto l’arresto (i tre erano però già detenuti per latri reati) Cesare e Carmine Pagano, di 50 e 35 anni, ed Oreste Sparano, 33 anni.