“Ti uccido, ti devo deformare la faccia”, urla la voce dell’ex fidanzato. Svegliata di notte da continue telefonate, messaggi minatori e audio su Whatsapp con esplicite minacce di morte. Terrorizza l’ex compagna perseguitandola per un mese quando scopre la sua nuova relazione. E intimidazioni arrivano anche alla madre e alla sorella di lei e al nuovo partner della vittima.
Minacce di morte alla ex a Sorrento: “Ti uccido, ti devo deformare la faccia”
“Quello che tieni accanto è già morto”, ancora minacce. Un comportamento ossessivo e violento, che ha fatto scattare l’arresto di un giovane di 26 anni di Sorrento. Ritenuto responsabile dell’incubo che ha fatto vivere alla sua ex ragazza dopo la fine della relazione. Una rottura causata dalle violenze e dagli attacchi di ira subiti. “Ho una cicatrice su un zigomo, me l’ha procurata lui”, racconta la giovane donna ai carabinieri di Massa Lubrense ricostruendo quanto avvenuto in passato.
I carabinieri della compagnia di Sorrento, in mattinata, hanno eseguito il provvedimento di custodia cautelare chiesto dalla procura di Torre Annunziata, guidata dal procuratore Nunzio Fragliasso e disposto dal gip Riccardo Sena. L’ex compagno dovrà rispondere del reato di atti persecutori, aggravato per essere stato perpetrato nei confronti di una persona alla quale l’indagato era legato da una precedente relazione sentimentale, in relazione al rifiuto di mantenere il rapporto affettivo e mediante l’utilizzo di strumenti telematici.
Il giovane utilizzava un sistema per fare sparire i messaggi appena inviati in chat, ma sequestrato il suo cellulare sono stati gli investigatori a recuperare le conversazioni del terrore. Le indagini hanno permesso di delineare un quadro di perduranti violenze fisiche, psicologiche e comportamenti persecutori, iniziati già durante la relazione iniziata otto anni fa e proseguiti dopo la sua interruzione, di cui sarebbe stata vittima la donna.
“Ho paura, mamma mi uccide”, confida più volte la vittima alla madre e decide di non uscire più da sola. Ora potrà riprendere a vivere, il suo persecutore è in cella.


