A distanza di otto anni resta ancora senza risposta il mistero della scomparsa di tre cittadini italiani in Messico: i napoletani Raffaele Russo, suo figlio Antonio Russo e il nipote Vincenzo Cimmino, spariti nel nulla il 31 gennaio 2018 a Tecalitlán, nello Stato di Jalisco.
Il Comitato delle Nazioni Unite contro la Sparizione Forzata ha stabilito che il caso resta formalmente aperto e continuerà ad essere monitorato a livello internazionale. L’Onu ha imposto allo Stato messicano di fornire risposte dettagliate entro il 3 giugno e di presentare un piano concreto e strutturato per proseguire le attività di ricerca e indagine.
A renderlo noto è l’avvocato Claudio Falleti, dello studio legale internazionale Falleti & Partners, che insieme alla collega Griselda Herrera ha depositato nei mesi scorsi una relazione dettagliata alle Nazioni Unite per ricostruire lo stato delle indagini successive alle condanne già pronunciate.
Nel documento ufficiale diffuso il 3 marzo, il Comitato dell’Onu esprime forte preoccupazione perché la sorte dei tre italiani non è stata ancora chiarita e perché, dopo il 2023, non emergerebbe una strategia investigativa strutturata e continuativa.
Tra i punti su cui le Nazioni Unite chiedono chiarimenti ci sono il possibile coinvolgimento di agenti statali, i collegamenti con il cartello Cártel Jalisco Nueva Generación, la scomparsa di materiale audio consegnato dai familiari e la necessità di garantire pieno accesso alle informazioni sul caso.
Secondo Falleti, la questione ormai va oltre le sole sentenze già pronunciate. «Le condanne nei confronti di alcuni agenti di polizia sono state emesse – spiega il legale – ma la responsabilità penale individuale accertata nei processi non esaurisce il diritto alla verità».
Il Comitato ha inoltre rilevato come i familiari dei tre uomini non avrebbero ricevuto aggiornamenti completi e sistematici né un adeguato coinvolgimento nelle fasi successive delle indagini.
«Auspichiamo che anche le autorità italiane, una volta informate formalmente di questa nuova presa di posizione delle Nazioni Unite, possano interloquire con i colleghi messicani affinché venga fornita una risposta dettagliata e trasparente», conclude Falleti. «Il caso non può essere archiviato finché non verrà accertata la sorte dei tre italiani».


