Noemi ha problemi a respirare, i medici: “Collegata al ventilatore: è grave”

Tutta Italia è con il fiato sospeso per la vicenda della piccola Noemi. L’ultimo bollettino dell’ospedale Santobono: “Al momento le condizioni cliniche sono immodificate nella criticità rispetto al precedente bollettino. Persiste grave insufficienza respiratoria secondaria al danno polmonare. Praticata nella giornata di ieri RMN encefalo e midollo che ha escluso compromissione del sistema nervoso centrale e periferico. Durante le ore notturne non si sono osservate sostanziali variazioni delle condizioni generali. La piccola paziente è tuttora sedata e collegata al ventilatore meccanico per mantenere un’ossigenazione periferica sufficiente. Le sue condizioni cliniche permangono estremamente gravi e la prognosi riservata”.

L’INDAGINE SUL VIDEO

Nei frame dei video di sorveglianza acquisiti dalla squadra mobile c’è la chiave per identificare il killer che ha portato al ferimento di Salvatore Nurcaro (reale obiettivo dell’agguato), di Immacolata Molino e di sua nipote Noemi, la piccola di quattro anni che si trova in gravissime condizioni all’ospedale Santobono. Colpite per errore. In quelle immagini ci sono due particolari da tenere ben presenti. Ne sono convinti gli uomini della squadra mobile che hanno sezionato quei frame (ricavati da una telecamera di sorveglianza di un negozio su via Matteo Acquaviva) in cui si vede il killer dirigersi dritto verso Nurcaro colpendolo una prima volta e poi iniziando a inseguirlo brevemente. L’uomo è solo, è vestito completamente di nero e, nonostante tale abbigliamento, si nota chiaramente la sua corporatura molto robusta che lo rende goffo nei movimenti. Un killer talmente grasso da correre verso la propria motocicletta con le gambe aperte, tipica andatura di chi, essendo in sovrappeso ha difficoltà nei movimenti.

Altro particolare: il killer ha agito da solo. Ha parcheggiato la motocicletta e poi ha fatto scattare l’agguato. Un particolare di non poco conto visto che quando si organizza un agguato di matrice camorristica di solito i sicari sono almeno due. E’ questo un elemento che potrebbe spingere gli inquirenti a ipotizzare un’altra pista oltre quella che punta alla faida di Napoli est. Si cerca spasmodicamente quella motocicletta (rubata qualche giorno fa) che già sarebbe stata segnalata da alcune informative. Un killer solitario, vestito di nero, capace di gettare un’ombra cupa sulla vita di una bimba di soli quattro anni.