I carabinieri della Compagnia di Napoli Bagnoli in esecuzione di un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali emessa dal gip dei Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, hanno proceduto all’arresto di 21 persone, delle quali 16 sottoposte alla misura della custodia in carcere e 5 alla misura degli arresti domiciliari, ritenute responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso, di associazione finalizzata a delitti in materia di sostanze stupefacenti, di tentato omicidio e di delitti in materia di armi.
Figurano anche gli ‘Scissionisti’ del clan Puccinelli tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare emessa questa notte dai carabinieri della compagnia di Bagnoli. Le indagini hanno consentito di documentare l’esistenza e l’operatività del clan Cutolo e gli equilibri criminali nella zona del Rione Traiano. Nell’ordinanza cautelare vengono ricostruiti l’alternarsi di periodi di pacifica coesistenza, in una logica spartitoria del mercato della droga, a periodi di violenta contrapposizione tra il clan Cutolo, egemone nella parte ‘bassa’ del rione Traiano, ed il clan Puccinelli, operante nella parte ‘alta’.
Proprio i momenti di crisi e di tensione con i Puccinelli hanno caratterizzato gli ultimi mesi di libertà di Salvatore Basile, Gennaro Cozzolino e Salvatore Lazzaro ‘Lulù’, esponenti dell’ala scissionista degli stessi Puccinelli e anch’essi raggiunti da custodia cautelare in carcere. I tre (tutti già detenuti) furono protagonisti negli anni scorsi di mesi di una violenta contrapposizione con il loro ‘clan madre’ che sarebbe dovuta culminare con l’omicidio del figlio del boss Petrone:«Dobbiamo uccidere Petrone prima che lui uccide a noi. Facciamo bum a uno, bum a o nano grande (Francesco Petrone), e bum a o nano piccolino (Salvatore Petrone)», questa una delle tante intercettazioni in cui Lazzaro spiegava le ‘ragioni’ della guerra.
Le indagini hanno consentito di documentare l’esistenza e l’operatività del clan Cutolo e gli equilibri criminali nella zona del Rione Traiano. Nell’ordinanza cautelare vengono ricostruiti l’alternarsi di periodi di pacifica coesistenza, in una logica spartitoria del mercato della droga, a periodi di violenta contrapposizione tra il clan Cutolo, egemone nella parte ‘bassa’ del rione Traiano, ed il clan Puccinelli, operante nella parte ‘alta’. Nel corso delle indagini, alla luce dei riscontri acquisiti durante le intercettazioni telefoniche ed ambientali, richiamate nel provvedimento del gip, sono stati operati numerosi sequestri di armi (fucili, pistole e oltre un migliaio di proiettili) e di sostanze stupefacenti (del tipo cocaina, hashish e marijuana) per un peso complessivo pari a circa 30 chili. I carabinieri, inoltre, in costanza di intercettazioni, hanno arrestato in flagranza 45 persone. Tra i destinatari della custodia cautelare in carcere vi sono anche due esponenti di rango del clan Cutolo, raggiunti da gravi indizi di colpevolezza per aver tentato di uccidere un soggetto perché ritenuto intraneo al clan Marfella, operante in Pianura, in quel momento avverso al clan Cutolo.
Tra gli arrestati c’è anche Genny Carra, già in passato coinvolto in inchieste giudiziarie. Sul suo profilo social campeggiano foto di bella vita. Come riporta il sito Voce di Napoli, Carra aveva partecipato lo scorso marzo al matrimonio tra il cantante neomelodico Tony Colombo e Tina Rispoli. (entrambi estranei a questa vicenda).

