Un’alleanza di camorra avrebbe messo le mani sulle piazze di spaccio storiche di Scampia, approfittando dell’uscita dal carcere dei fratelli Elia e Maurizio Cancello, di Ferdinando Nanduccio Cifariello e di Giovanni Raia. A ricostruire la mappa del nuovo potere è il collaboratore di giustizia Luigi Polverino, che in un verbale dello scorso luglio parlava del cambio di regime criminale ai Sette Palazzi, all’Oasi del Buon Pastore e allo Chalet Baku. Polverino avrebbe scoperto tutto durante la detenzione condivisa con Gaetano Petriccione, noto come Aitan’ ‘o Marenar’, reggente della Vanella Grassi e figlio del fondatore del clan, Salvatore.
La videochiamata dal carcere tra i ras di Scampia e il reggente della Vanella Grassi
È proprio dalle celle che i membri della nuova coalizione decidono di tastare gli umori del vertice dei Girati. Nel giugno 2024 Cancello, Cifariello e Raia riescono a mettersi in contatto con Petriccione attraverso una videochiamata a cui assiste lo stesso Polverino. All’ordine del giorno c’è la tensione con il clan Amato-Pagano, maturata a causa dei contrasti con Luigi Diano, scelto dagli Scissionisti per gestire le piazze di Scampia.
I verbali del pentito restituiscono i cambiamenti avvenuti a Napoli Nord: «Questo gruppo nasce da alcune scarcerazioni: Ferdinando Cifariello, Patrizio Raia, cui si aggiungono i fratelli Elia e Maurizio Cancello, che erano invece stati scarcerati tempo prima, e si aggiungono in virtù dei loro pregressi rapporti difficili con gli Amato-Pagano. Tutto nasce dal malcontento verso Luigi Diano, detto Cicciotto, che allora era il responsabile degli Amato-Pagano sullo Chalet e sui Sette Palazzi, ed aveva “brutti modi”. Lo so perché ho sentito Cifariello parlare con Gaetano Petriccione in una videochiamata».
“Non avevano iniziato una guerra”
L’obiettivo dei ras alleati era evitare che la cacciata di Cicciotto provocasse un’altra faida, tremendo scenario evocato nella videochiamata: «Il discorso fu portato da Cifariello sugli Amato-Pagano: cominciò a parlare del fatto che Luigi Diano li trattava male, era scostumato e per questo si erano ribellati cacciandolo da Scampia, rimandando lui e il suo gruppo a Melito e Mugnano, come avvenuto nel 2011 con l’alleanza delle Cinque Famiglie. Disse anche che non avevano iniziato una vera e propria guerra, in quanto all’epoca quale reggente degli Amato-Pagano c’era un genero di Cesarino Pagano, di nome Enrico, il quale è come se avesse dato l’avallo a questa operazione concordando sul fatto che detto Diano si era comportato male. Con questo discorso, Nanduccio voleva capire la Vanella che posizione aveva rispetto a questa decisione. Parlò solo Cifariello ma solo perché era l’unico che conosceva Gaetano, non perché gli altri due fossero da meno, anche perché, ad esempio, la casa nel Lotto G serviva alla famiglia Cancello, specificamente a Maurizio. Sempre in questa chiamata, Cifariello disse che la famiglia Cancello l’avrebbero messa sull’Oasi del Buon Pastore, volendo dire che non avrebbero fatto la scortesia alla Vanella di prendersi il Lotto G. I Raia si erano imposti ovviamente sullo Chalet Baku, e Cifariello stava sui Sette Palazzi».
Il reggente del clan decideva di prendere tempo, come indica Polverino: «Gaetano Petriccione — che ha una parentela con gli Amato-Pagano — non si sbilanciò e non disse niente, prendendo atto di quello che gli aveva detto Nanduccio. Con il tempo, visto che la Vanella non prese posizione, questo nuovo gruppo — in particolare i fratelli Cancello — si è lentamente impossessato anche del Lotto G. Questa videochiamata tra Cifariello e Gaetano Petriccione è stata fatta poco dopo che Salvatore Petriccione senior fu messo al 41-bis». Il fondatore della Vanella Grassi finì al regime del carcere duro nel marzo del 2024.
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