Blitz contro il clan guidato dal 52enne Domenico Ciccarelli, alias Caciotta, fratello del boss Antonio, detto Tonino ’a munnezza, che per anni è stato il ras incontrastato del Parco Verde di Caivano.
Insieme a lui sono stati arrestate altre sei persone: Ciro Ciccarelli; Bruno Ciccarelli; Rita De Luca, moglie di Domenico Ciccarelli; Antonio Esposito; Angelo Ferraiuolo e Vincenzo Zampella. L’accusa è di estorsione con l’aggravante del vincolo associativo.
L’accusa, a vario titolo è di estorsione con l’aggravante del vincolo associativo. I fatti contestati vanno dal dicembre 2024 a luglio 2025. Ad operare la cattura degli indagati, sono stati i carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna.
La scorsa settimana erano finiti in cella Giovanni Barra e Roberto Maugeri, due elementi del cartello criminale di Antonio Angelino alias “Tibiuccio”, arrestato due anni fa a Castelvolturno dai carabinieri che gli stavano dando la caccia da un mese. Con gli arresti del clan familiare facente capo a Domenico Ciccarelli, in circolazione ci sono solo cani sciolti, mezze tacche della criminalità locale, con qualche contatto con la malavita fuori città.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo sarebbe stato responsabile di decine di episodi estorsivi a danno di imprenditori e commercianti, soprattutto nel settore edile, ma anche bar, concessionarie e altre attività commerciali. Le richieste estorsive erano spesso ingenti: si parla di migliaia di euro a colpo, con “donazioni” imposte fino a 43mila euro. Il pretesto? “Per i carcerati”, spiegavano gli estorsori. Ma il messaggio era chiaro: “Se non paghi, devi andartene da Caivano”.
