Nuovo Dpcm, il Viminale ribadisce: «Nessuna sanzione per chi fa feste in casa»

feste in casa
Immagine generica di una festa in casa

Nuovo Dpcm, il Viminale ribadisce: «Nessuna sanzione per chi fa feste in casa».

Chi viola le raccomandazioni del Governo non rischia la multa. A ribadirlo è una circolare del capo di gabinetto del Viminale Bruno Frattasi sul Dpcm entrato in vigore il 19 ottobre. Il documento sollecita «l’adozione di comportamenti ispirati alla massima prudenza e al senso di responsabilità dei singoli»La direttiva è rivolta alle forze dell’ordine è riguarda sia le feste in casa, sia gli spostamenti. In entrambe le circostanze, nel provvedimento firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, non c’è alcun obbligo ma raccomandazioni.

Nuovo Dpcm, il Viminale ribadisce: «Nessuna sanzione per chi fa feste in casa»

Nella circolare si legge. «Per quanto riguarda il ricevimento di ospiti presso la propria abitazione, il Dpcm rafforza la raccomandazione riferita al medesimo contesto contenuta nel precedente provvedimento presidenziale. Tenuto conto della stringente necessità di prevenire la diffusione del virus, che può essere agevolata da contatti occasionali anche tra familiari non conviventi, e pertanto di adeguare i propri comportamenti, anche nella sfera privata, a un principio di massima cautela, viene raccomandato che nelle abitazioni private si eviti di ricevere persone diverse dai conviventi. Salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza».

E ancora«Va da sé che anche ove ricorrano tali particolari circostanze andranno seguite le regole prudenziali legate all’uso dei dispositivi di protezione delle vie aeree». Per questo «si ribadisce a beneficio dell’attività degli organi accertatori, che le previsioni del Dpcm esplicitate in forma di raccomandazione non determinano, nel caso di comportamenti difformi, l’irrogazione di sanzioni».

Stesso discorso sui trasporti

Discorso uguale vale per i trasporti. «E’ fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto, pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi». 

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