Nuovo Dpcm in arrivo, cosa cambia e la nuova divisione per colori

In arrivo nelle prossime ore un nuovo Dpcm, con le ulteriori norme per la limitazione della diffusione dei contagi Covid in Italia. Rimarrà la divisione cromatica delle Regioni, ma saranno introdotte alcune novità. E potrebbero esserci nuove restrizioni, rispetto a quelle in vigore fino a prima di Natale. Ma anche la possibilità di istituire una zona bianca (o verde, ancora non c’è certezza sul tipo di colore da adottare) per la regioni in cui l’andamento dei contagi fosse particolarmente buono. Nei prossimi giorni saranno limati i dettagli delle nuove misure, il Dpcm entrerà in vigore il 16 gennaio.

Le limitazioni alla mobilità tra regioni

Le limitazioni alla mobilità interregionale non sembra destinata a vedere aperture nelle prossime settimane. E forse mesi. Andare in un’altra regione per trovare amici e congiunti resta una chimera – spiega Today -.Con il nuovo Dpcm in arrivo tra giovedì e venerdì (e valido a partire dal 16 gennaio) non ci saranno novità sostanziali su questo fronte rispetto a quanto stabilito per Natale. Il divieto di spostamento tra le regioni arancioni e rosse è certo. C’è chi chiede di valutare se eliminare quello tra le regioni gialle, ma pare difficile che possa accadere: la sicurezza è che fino a venerdì 15 gennaio in caso di spostamenti tra regioni si rischiano multe salate.

Regioni a rischio zona arancione o rossa

Secondo quanto è trapelato finora (c’è stata la riunione tra governo e regioni) l’ipotesi principale è quella di abbassare la soglia critica del tasso di occupazione delle terapie intensive (ad Arezzo, ieri, si è purtroppo avuto il picco delle ultime settimane) e dei posti letto in area medica, fissata ora al 30% e al 40%. Sotto quella soglia si entrerebbe in automatico in zona arancione o rossa. In base all’ultimo monitoraggio 13 sono le regioni e le province autonome a rischio: sette (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Veneto, Bolzano e Trento) per tutte e due le voci, sei (Lombardia, Marche, Piemonte, Umbria, Puglia e Valle d’Aosta) per una sola. E quindi, scrive Il Sole 24 Ore, con le nuove regole più stringenti più di mezza Italia si troverebbe in zona arancione e due regioni, ovvero Lombardia e Calabria, sarebbero in zona rossa. Con la Toscana che dovrebbe rimanere ancora in zona gialla. Con poche speranze di accedere, se sarà confermata la presenza della nuova classificazione, nell’area contraddistinta dal colore meno restrittivo: la zona bianca o verde.

La zona bianca o verde

La proposta di istituire una zona bianca è arrivata la scorsa settimana durante il vertice di governo, da parte del ministro della Cultura Dario Franceschini, appoggiato dal collega Alfonso Bonafede. Per accedervi ci sarebbero due parametri in ballo: l’indice di contagio Rt al di sotto di 0,50 e l’incidenza di casi su centomila abitanti in una settimana inferiore a cinquanta.

Cosa potrebbe succedere nella zona bianca:

  • non dovrebbeessere in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5 (altrimenti non avrebbe senso tenere aperti bar e ristoranti);
  • non dovrebbero esserci limitazioni all’apertura e al servizio di bar, ristoranti, pub, locali pubblici in generale;
  • dovrebbero riaprire, con regole e limitazioni simili a quelle introdotte durante il primo lockdown, palestre e piscine attraverso un protocollo da stilare tra gli operatori e il ministero della Salute e dello Sport;
  • dovrebbero riaprire, con regole e limitazioni simili  a quelle introdotte durante il primo lockdown, musei, mostre, teatri, cinema e sale da concerto attraverso un protocollo da stilare tra gli operatori e il ministero della Salute e della Cultura.