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venerdì, Dicembre 3, 2021
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Omicidio Antonio Natale, l’appello: “Basta sciacallaggio”: prima scoperta sul cadavere del 22enne


Da un primo esame esterno eseguito sul corpo del giovane Antonio Natale sono emerse ferite ritenute compatibili con quelle che possono provocare i colpi di arma da fuoco. Intanto sarà eseguito lunedì, nel II policlinico di Napoli, l’esame autoptico sulla salma del giovane di 22 anni di cui si erano perse le tracce il 4 ottobre scorso, ritrovato cadavere nei pressi di un campo rom alla periferia di Caivano lunedì 18 ottobre, quattordici giorni dopo la sua scomparsa.  Ad indagare sull’accaduto sono i carabinieri di Castello di Cisterna che mantengono uno stretto riserbo sulla vicenda. A breve potrebbe esserci la svolta nelle indagini.

Non si esclude che Antonio sia finto in un brutto giro: il contesto in cui la vicenda è maturata è quello tristemente noto del Parco Verde di Caivano. Tra le ipotesi relative al movente al vaglio degli investigatori che stanno cercando di fare luce sull’accaduto ci sarebbero anche contrasti con elementi appartenenti alla malavita, non solo locale, non è ancora chiaro se innescati da comportamenti spregiudicati – e non tollerati – da parte della vittima.

Antonio Natale, l’appello della mamma

La mamma Anna hanno parlato a La Radiazza a Radio Marte: “Voglio giustizia per mio figlio, non mi fermerò fino a quando non saprò la verità. Antonio era tutta la mia vita”. La mamma si rivolge alla famiglia Bervicato, tirata in ballo sulla sparizione di Antonio. “Non tutti sono andati sotto la caserma, ci sono ancora due persone che mancano e che sono irreperibili. Se dicono di volere bene a mio figlio, facciano sapere a tutti chi era veramente. Siete gentaglia, ve lo vedete con Dio e la giustizia divina”. 

“Le persone che si sono presentate fuori alla caserma non hanno detto tutta la verità. Tra loro non c’erano i latitanti della famiglia, quelli scomparsi dopo il ritrovamento del 22enne“.

Negli ultimi giorni sono molte, anzi troppe, le voci che circolano sul conto di Antonio Natale. Addirittura – spiega il consigliere regionale della Campania – qualcuno ha vociferato che la famiglia di Antonio vivesse con i soldi ricavati dall’attività di spaccio. «Siamo indignati – parla a none della famiglia del 22enne il consigliere Borrelli – Il fratello e i parenti di Antonio hanno sempre lavorato, chi in pizzeria e chi invece svolge lavori umili». A quel punto, interviene anche la madre: «Ho sempre guidato una Fiat 600, quella vita e quell’ambiente non ci appartengono, non ci sono mai appartenuti e mai ci apparterranno».

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