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Omicidio Cinque, le minacce del presunto killer alla fidanzata:”Se esce fuori questa cosa mi prendo 20 anni”

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Un omicidio che testimonia le tensioni interne al gruppo della Stadera. Un delitto che, per la Procura, è anche segnale diretto dei tempi e della sete di potere dei Bove, gruppo di via dello Scirocco conosciuto in quel fazzoletto di territorio tra Poggioreale e San Pietro a Patierno come i ‘polpetta’. È questo l’incipit necessario per ‘spiegare’ il contesto in cui è maturato l’omicidio di Raffaele Cinque, ucciso il 21 gennaio 2024. Un resoconto agghiacciante così come riportato nelle oltre 150 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere Giuseppe e Salvatore Bove insieme a Gennaro Ziccardi con il ruolo di ‘specchiettista’. Agli atti dell’inchiesta figura anche un quarto indagato, Costantino Bove, cugino dei primi due. Come ricostruito dagli uomini della squadra mobile quell sera Cinque era in casa con alcuni amici quando vi fu l’irruzione dei killer: “Abbiamo sentito bussare alla porta, Raffaele è andato ad aprire e abbiamo sentito solo ‘oh oh oh’ e poi quattro-cinque spari. Ci siamo riparati sotto i comodini e quando siamo usciti fuori per andare a prendere lo scooter abbiamo visto il corpo di Raffaele sul selciato”. Il motivo dell’agguato va ricercato per gli inquirenti nella lotta per la gestione delle illecite attività nella zona della Stadera tra la vittima, Cinque e i componenti della famiglia Bove che gestisce una fiorente piazza di spaccio in via dello Scirocco.

La videochiamata dal carcere

Le tensioni tra Cinque e Bove erano state precedute da altri episodi come il tentato omicidio dello stesso Cinque risalente al 26 dicembre 2023, quando l’uomo venne prima investito da un’automobile mentre era in sella a uno scooter e poi accoltellato almeno tre volte alla schiena. Un raid che fu seguito dal pestaggio operato dallo stesso Cinque ai danni della sorella di Giuseppe Bove, Giuseppina. Proprio di quest’ultimo particolare parla in una conversazione dal carcere lo stesso Bove con la fidanzata. L’uomo è in videochiamata dal carcere di Pistoia dopo essere stato arrestato per truffa ai danni di anziani. Ad un certo punto il discorso scivola su quanto accaduto a Giuseppina Bove con la ragazza che chiede:”Tu hai ucciso una persona per causa sua?” scatenando l’ira del fidanzato:”Io non ho fatto proprio niente, di questa cosa non si sa niente, lo sai che io prendo vent’anni, io non ho fatto niente, si sono litigati tra amici” e nel fare questo mette il dito sulla bocca quasi a zittirla.

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