PUBBLICITÀ
HomeCronacaUcciso per una partita di calcio: 10 anni fa l'omicidio Ciro Esposito

Ucciso per una partita di calcio: 10 anni fa l’omicidio Ciro Esposito

PUBBLICITÀ

[nextpage title=”Eppure sembra ieri…”]

 

omicidio ciro esposito

Sono passati già dieci anni dall’omicidio di Ciro Esposito, il tifoso del Napoli che si stava recando allo stadio per assistere alla finale di Coppa Italia tra gli azzurri e la Fiorentina. Eppure sembra ieri con le immagini di Hamsik chiamato sotto la curva per essere informato di quanto accaduto nel pomeriggio, l’inizio della gara posticipato di un’ora, il triste trionfo partenopeo e la morte di Ciro dopo 50 giorni di agonia.

PUBBLICITÀ

[nextpage title=”L’omicidio di Ciro Esposito: lo scontro tra i tifosi e poi gli spari”]

 

omicidio ciro esposito 2

E’ il 3 maggio del 2014 e il Napoli e la Fiorentina, stanno per sfidarsi all’Olimpico di Roma: in palio c’è la coppa Italia. Mancano poche ore all’inizio del match quando un corteo di tifosi azzurri in viale di Tor di Quinto viene provocato da alcuni ultras che lanciano sassi e bastoni all’indirizzo di un pullman diretto verso lo stadio. I due gruppi entrano a contatto, da una parte i napoletani dall’altra i romanisti, tra questi vi è Daniele De Santis, detto “Gastone”.

Vi è una colluttazione, poi spunta fuori una pistola. Uno, due, tre, quattro colpi di pistola, è panico totale: a terra resta un giovane, Ciro Esposito, all’epoca dei fatti appena 30enne. Immediatamente si percepisce la gravità delle sue condizioni con i tifosi del Napoli che tentano di prestare i primi soccorsi in attesa dell’arrivo dell’ambulanza, mentre quelli giallorossi si dileguano nel nulla. Tutti, eccetto uno.

[nextpage title=”Per gli inquirenti non ci sono dubbi: è stato Gastone”]

 

daniele de santis

Quando le forze dell’ordine giungono sul posto ritrovano, infatti, Daniele De Santis svenuto all’interno di un ex vivaio a viale Tor di Quinto con la pistola ancora accanto. Per gli inquirenti è stato lui a premere il grilletto. Gastone dopo aver provocato i supporter partenopei aveve cercato di scappara, ma era inciampato e finito in terra. A quel punto aveva rivolto la Beretta contro i napoletani ferendo gravemente Ciro.

Ciro Esposito viene ricoverato in condizioni gravissime al Policlinico Gemelli poco prima che il Napoli e la Fiorentina scendessero in campo per il consueto riscaldamento. La notizia del ferimento del 30enne non tarda ad arrivare allo stadio e così dopo un tentativo di non far disputare la gara, si decide di giocare con inizio posticipato di un’ora. In un clima surreale gli uomini di Benitez vinceranno per 3-1 ma non c’è voglia di festeggiare perché in ospedale c’è un giovane a lottare tra la vita e la morte.

[nextpage title=”Omicidio Ciro Esposito, De Santis condannato a 16 anni”]

 

funerali ciro esposito
Ciro è cosciente e resterà cosciente quasi fino all’ultimo, indicando anche agli inquirenti il volto di chi gli aveva sparato, particolare che inchioderà Daniele De Santis. Il 25 giugno le condizioni di Esposito si aggravano improvvisamente, dopo svariati interventi chirurgici che avevano fatto sperare in un miglioramento. Il 30enne di Scampia muore per insufficienza multiorganica non rispondente alle terapie mediche e di supporto alle funzioni vitali.
Il 19 aprile 2016, nelle fasi conclusive del processo di primo grado, la procura di Roma chiede l’ergastolo per Daniele De Santis, il giudice lo condannerà invece a 26 anni per l’omicidio di Ciro Esposito. In Appello però la condanna verrà ridotta a 16 anni, diventando definitiva in Cassazione.

[nextpage title=”La mamma di Ciro: “]

 

antonella leardi
Da Regina Caeli, dove è rinchiuso da quasi 10 anni, De Santis ha rilasciato dichiarazioni che hanno fatto pensare ad un pentimento: “Ogni giorno, in cella, penso a Ciro Esposito. Non nego di aver anche desiderato che l’epilogo di questo dramma fosse a parti inverse. Mi pento di essermi trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Al posto di Ciro poteva trovarcisi chiunque”.  
Pentimento a cui non ha creduto Antonella Leardi, mamma di Ciro che da tempo conduce una battaglia contro la violenza fuori e dentro gli stadi:  “De Santis si penta davanti a Dio, è sceso in strada con una pistola. Non stava ‘nel posto sbagliato al momento sbagliato’ come dice, ma al contrario, perché lì c’era un parcheggio dove i ragazzi avevano fermato la macchina per andarsi a vedere la partita. De Santis ha assalito un autobus, mio figlio non sapeva nemmeno che fosse un tifoso romanista, è andato in soccorso delle persone che urlavano e lui ha sparato, come non si spara nemmeno a un animale”.
PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ