Trent’anni. Nonostante il sostituto procuratore avesse chiesto una pena inferiore per aver contribuito a ricostruire quel delitto. E invece è arrivato ieri il verdetto d’appello per il boss Francesco Mazzarella e per Gennaro Catapano. L’omicidio è quello di Salvatore Ostetrico avvenuto il 3 gennaio 2003 all’interno della sala giochi “Extra Ball” alle Case Nuove. La Corte d’Appello di Napoli (I sezione) ha in pratica disposto il verdetto di primo grado all’esito del giudizio abbreviato. Il procuratore aveva chiesto di rideterminare la pena (rispetto ai trent’anni rimediati in primo grado) per entrambi (leggi qui): entrambi avevano ammesso gli addebiti, chiesto scusa ai familiari della vittima. Inoltre le loro confessioni erano state diverse da quelle che solitamente gli imputati per omicidio rilasciano. Motivazioni che per i giudici d’Appello non sono valse ad evitare i due i trent’anni, Mazzarella in quanto mandante del delitto.

L’omicidio avvenne quando impazzava la guerra tra i Mazzarella e i Rinaldi. Ostetrico era imparentato con alcuni personaggi orbitanti della cosca del boss Ciro Rinaldi ‘Mauè’ e la sua uccisione fu un messaggio chiaro ai rivali. Gli avvocati difensori avevano invocato l’inammissibilità dell’appello del pubblico ministero che aveva chiesto per i due imputati la pena dell’ergastolo. I difensori evidenziarono che, a norma del codice di procedura penale, il pubblico ministero può appellare contro le sentenze di consanna solo quando modificano il titolo del reato o escludono la sussistenza di una circostanza aggravante ad effetto speciale o stabiliscono una pena di specie diversa da quella ordinaria del reato.

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