Dall’8 all’11 agosto a causa dell’eruzione dell’Etna sono saltati all’aeroporto di Catania, tra mancati arrivi e partenze e cancellazioni, circa 700 voli. Ne sono stati cancellati circa 400 in partenza e altri 52, secondo il sito della Sac, lo saranno oggi. I voli riprogrammati in altri scali sono oltre 250: tra questi, più di cento sono stati dirottati dall’inizio dell’emergenza su Comiso, una cinquantina, nella sola giornata di ieri, su Palermo, e altri 22 voli su Trapani.
La Sac, la società di gestione dell’aeroporto di Catania, comunica che, “a causa dell’attività eruttiva dell’Etna e contestuale emissione di cenere vulcanica in atmosfera, è stato disposto il prolungamento della chiusura degli spazi corrispondenti alla nuvola aerea a Sud-Ovest (settore C1) e la chiusura del settore B3”. L’ultimo aggiornamento sui canali social dello scalo informa della sospensione degli arrivi e delle partenze almeno fino alle 16 di domani, 13 agosto.
“Verificare lo stato del proprio volo”, la raccomandazione per l’aeroporto di Catania
La Sac invita i passeggeri di “verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree prima di recarsi in aeroporto”. E’ tornato invece pienamente operativo l’aeroporto di Comiso, nel Ragusano, che da ieri sera aveva sospeso l’attività di volo per ‘contaminazione’ da cenere lavica emessa dall’Etna.
“Quanto sta accadendo negli aeroporti di Catania e Comiso, con cancellazioni, ritardi e pesanti disagi per migliaia di cittadini e turisti nel pieno della stagione estiva, ripropone un problema che la Sicilia conosce da tempo“, ha detto il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, che sottolinea come “ad essere fuori posto” non sia “il vulcano ma l’aeroporto”. Nel 1999 “avevo evidenziato i limiti dello scalo di Fontanarossa – continua – e della sua particolare vulnerabilità legata alla vicinanza con l’Etna”. E ricorda: “Inserimmo nel Piano territoriale provinciale la proposta di una delocalizzazione dello scalo”.


