Cinque colpi di pistola. Così fu ucciso lo scorso febbraio in via Sette Re ad Arzano Rosario Coppola mentre l’amico che era con lui, Antonio Persico rimase gravemente ferito. Per quell’omicidio è stato posto in stato di fermo il ras del clan della 167 Salvatore Romano. Per gli inquirenti Romano, insieme ad Armando Lupoli, poi deceduto in un altro agguato, avrebbe organizzato il raid anche se il reale obiettivo era un altro e cioè un ras del gruppo Pescatore. Ad eseguire il fermo i carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna. L’agguato era finalizzato a riconquistare con la forza il territorio. L’ipotesi dello scambio di persona emerse fin da subito dalle indagini svolte dalla Dda e dai Carabinieri di Castello di Cisterna. La vittima fu raggiunta da cinque colpi d’arma da fuoco, in più parti del corpo. Con lui, in auto, c’era anche Persico, che fu raggiunto da un solo proiettile al braccio destro. Il giovane fu soccorso dal 118 e portato nel vicino ospedale di Giugliano. Insieme a Romano è stato fermato anche Raffaele Silvestro che risponde di associazione: i due, difesi dagli avvocati Domenico Dello Iacono e Immacolata Carratore, affronteranno domani l’udienza di convalida.
Omicidio Rosario Coppola ad Arzano, fu ucciso per errore: fermato presunto killer
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