“Ospedali, droga, racket, riciclaggio”, tutti i business dell’Alleanza di Secondigliano. CONFERENZA STAMPA LIVE

E’ in corso in questi minuti presso la Procura di Napoli presieduta dal procuratore Giovanni Melillo la conferenza stampa sull’imponente operazione all’alba dei carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Napoli, con l’ esecuzione su tutto il territorio nazionale di oltre 100 provvedimenti cautelari emessi dal Gip di Napoli su richiesta della Procura nei confronti di appartenenti ai clan Contini, Mallardo e Licciardi. L’attività di indagine è stata condotta anche con l’apporto investigativo della Polizia di Stato e della Dia. Presenti tutti i vertici di polizia, carabinieri e guardia di finanza di Napoli. Le prime parole del procuratore: “Le misure cautelari sono estremamente importanti perché hanno portato allo scacco del cartello mafioso più potente che controlla l’area metropolitana di Napoli, che ha caratteristiche simili a quelli nati dopo lo scontro tra Nco e nuova famiglia. L’alleanza di Secondigliano controlla il territorio in modo capillare e ha una struttura federativa, ciascun gruppo ha autonomia ma allo stesso tempo sulle decisioni più importanti. Una camorra che ha le mani sulla città”. La dedica dell’operazione è a Filippo Beatrice, il pm scomparso lo scorso anno.

Il ruolo di Francesco Mallardo

Il procuratore ha parlato anche di Maria Licciardi, unica sfuggita al blitz. “Abbiamo ricostruito l’intero organigramma ed i ruoli di ciascuno. In particolare è emersa la leadership di Francesco Mallardo, boss di Giugliano. Quando Patrizio Bosti finì in carcere le redini del clan passarono al figlio Ettore Bosti ‘o russ. La gestione di quest’ultimo peró creó tensioni all’interno del clan e così Francesco Mallardo fu incaricato di commissionare il gruppo affidando le redini della reggenza a Vincenzo Tolomelli”. Il Procuratore ha spiegato che sono stati documentati alcuni summit anche con riprese video. Inoltre nonostante siano stati documentati decine di casi di estorsione nessuno ha mai denunciato. Francesco Mallardo e Eduardo Contini hanno affidato il loro tesoro a due imprenditori che sono residenti a Santo Domingo

Il Clan Contini

Nel corso della conferenza è emerso che il clan Contini controlla ogni aspetto riguardante il San Giovanni Bosco dalle forniture alle relazioni sindacali, l’ospedale fungeva da base operativa per il clan specie per la redazione di certificati medici falsi. Tutto governato da una sofisticata regia tenuta dai vertici dell’Alleanza di Secondigliano abile a tessere contatti anche con altre consorterie criminali. Inoltre un altro business in mano al clan è quello delle truffe assicurative. Particolare presenza sul territorio è quella del clan Contini che si caratterizza per la posizione di persone di assoluta fedeltá del clan selezionate con accuratezza dai vertici del gruppo retto nella zona del Vasto da Nicola Rullo e Antonio Muscerino. Tra le altre zone controllate ci sono il Borgo Sant’Antonio Abate, i Ponti rossi e la zona di Capodichino

Il ruolo delle donne

E’ stato anche sottolineato il ruolo delle donne: oltre alle tre Aieta anche di Maria Licciardi e di Rosa di Munno moglie di Salvatore Botta. Sono cinque le donne capo, le donne indicate come madrine della camorra targata Alleanza di Secondigliano. Tra queste le tre sorelle Aieta, poi Rosa Di Munno (moglie di Salvatore Botta) e la irreperibile Maria Licciardi.

L’operazione

​Secondo la ricostruzione del procuratore Gianni Melillo, l’Alleanza di Secondigliano ha controllato per anni pezzi di settori economici della città, imponendo una presenza asfissiante su interi settori e facendo ricorso solo in casi estremi agli omicidi, riuscendo a imporre il proprio ordine su tante attività economiche, tra cui anche le truffe assicurative.

 

Iniziano a trapelare i primi nomi delle oltre 100 persone arrestate stamattina in un maxi blitz interforze tra Napoli, Giugliano, Centro Italia. Nel blitz sono coinvolti vertici e gregari della cosca egemone tra il Vasto, Borgo Sant’Antonio, Giugliano e Masseria Cardone con propagazioni anche in altri quartieri di Napoli. Coinvolti in particolare gli esponenti del gruppo del ras Nicola Rullo, uno dei luogotenenti dei Contini, tra cui Domenico Esposito, nipote di Rullo, e Roberto Murano, braccio destro di Rullo, Luigi Di Martino o profetaGennaro Costa. I carabinieri del Ros e del comando provinciale di Napoli hanno arrestato 126 affiliati ai clan Contini, Mallardo e Licciardi, facenti parte della cosiddetta “Alleanza di Secondigliano”. La maxi-operazione ha interessato non solo la provincia di Napoli e altre località del territorio nazionale ma anche diversi stati esteri, dove i carabinieri –tramite Interpol– si sono avvalsi della collaborazione delle locali forze di polizia.

Le indagini, coordinate dalla Dda di napoli, sono state condotte anche con l’apporto investigativo della Polizia di Stato e della dia ed hanno portato alla contestazione agli indagati di numerosi reati che vanno dall’associazione di tipo mafioso al traffico di sostanze stupefacenti, all’estorsione, all’usura, al riciclaggio ed altri gravi reati. Contestualmente, inoltre, la Guardia di Finanza ha sottoposto a sequestro l’ingente patrimonio illecitamente accumulato dai clan per un valore di circa 130 milioni di euro.

Di fatto sono stati ricostruiti gli assetti gerarchici interni all’Alleanza di Secondigliano e sono stati documentati i numerosi reati commessi dagli affiliati, indicatori della pervicace capacità di intimidazione esercitata sul territorio e, in alcuni casi, anche di ingerenza all’interno di strutture pubbliche.