Raffaele Cutolo è morto a causa di una setticemia del cavo orale conseguenza di una polmonite bilaterale che si è ripresentata dopo essere stata inizialmente curata 15-20 giorni fa.

Il boss della Nco era da sei mesi in ospedale a Parma. Due giorni fa il suo difensore, il penalista avellinese Gaetano Aufiero, aveva ripresentato istanza di scarcerazione con remissione ai domiciliari per gravi motivi di salute.

Il decesso di Cutolo è stato comunicato al telefono alla moglie, Immacolata Iacone, e al suo avvocato, da un assistente della Polizia Penitenziaria.

«Abbiamo saputo del peggioramento delle sue condizioni lunedì, ci è stato detto che si era ripresentato un problema di ossigenazione per una polmonite bilaterale che aveva già avuto 15 giorni fa e per un paio di giorni era stato in prognosi riservata. Da due giorni soffriva di una setticemia del cavo orale ed era in choc settico. Era già fortemente debilitato, non credo pesasse più di 40 kg, i sanitari ci avevano detto che non c’erano grandi speranze di recuperarlo». Così all’Adnkronos l’avvocato Gaetano Aufiero, legale di Cutolo. «Lo hanno curato nel migliore dei modi – spiega Aufiero – e, per quanto ci risulta, con la massima umanità».

Alla notizia del peggioramento delle condizioni di Cutolo, la moglie aveva deciso di partire per Parma «in quanto – fa sapere l’avvocato – le era stata riconosciuta la possibilità di avere un colloquio straordinario, ma purtroppo non ha fatto in tempo. Credo che partirà in queste ore anche per organizzare il trasferimento della salma».

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