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“Il ‘pezzo’ va nascosto in bocca”. L’ordine ai clienti della piazza di spaccio al Rione Traiano

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Un vortice di palline di cocaina movimentava il Rione Traiano, precisamente dalla piazza che nasceva in un sotterraneo tra via Tertulliano al civico 34. Ogni giorno l’organizzazione vicina al clan Puccinelli-Petrone vendeva le dosi a centinaia di persone, alcune delle quali entravano in quel bunker con oggettiva diffidenza, trattandosi di un sinistro punto vendita.

Da una conversazione intercettata tra i pusher Alessandro Pisa e Antonio Tarantino emerge un escamotage per difendere la base dello spaccio: “Tonì quando scendono i clienti, vogliono o non vogliono, devono mettersi il pezzo in bocca quando escono… Capito?“. Anche questo dettaglio è stato scoperto dalla Procura di Napoli, retta da Nicola Gratteri, nell’indagine eseguita dai carabinieri del Nucleo Operativo di Bagnoli tra l’ottobre 2023 e il luglio 2026. Mercoledì scorso i militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 31 indagati.

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“Le guardie ci staranno addosso”

I ras e i pusher erano ben consapevoli di essere visti e ascoltati da parte degli inquirenti. Nel settembre del 2023, i militari di Bagnoli riescono a piazzare una telecamera proprio all’interno della piazza di spaccio. Le registrazioni dell’andirivieni di clienti e della vendita si interrompono quando il pusher Pasquale Pisa inizia a sospettare un’anomalia all’interno delle pareti del bunker: “Queste guardie ci staranno addosso… qualche telecamera…. Eccola qua, vedi! Mi devi morire tu, che cos’è qua?“. Dopo la sorpresa si sfoga con il complice Simone Tranchese.

All’inizio del novembre 2023 i due sono seduti all’interno della piazza di spaccio: sul tavolo ci sono la cocaina, il bilancino e la plastica usata per fare le dosi. Pisa, insospettito da qualcosa, inizia a guardarsi intorno e a controllare lungo le pareti. All’improvviso l’addetto al bilancino adocchia qualcosa ed esclama: “Eccola”, iniziando a battere con il dito sull’obiettivo della telecamera, mentre Tranchese, ancora incredulo, osserva restando seduto.

Pisa prende dal tavolo le forbici per scalfire l’intonaco lungo i bordi dell’obiettivo, dopodiché va verso la parete di fronte alla sua postazione esclamando: “Ma che è… una telecamera nel muro?“. I due guardano verso la spia cercando di capire di cosa si tratti. Utilizzano la luce del flash del cellulare per illuminare il punto sulla parete dove hanno scorto la telecamera e continuano a colpire l’intonaco attorno alla nicchia dove è nascosta, aiutandosi con le forbici e con la torcia del telefonino. Da quel momento le riprese si interrompono, ma gli inquirenti hanno già raccolto importanti elementi sulla vita della piazza di spaccio.

“Se lavorassi fino alle 8”, il pusher del Rione Traiano si lamentava dei turni

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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