Hanno rischiato la vita per salvare un uomo di 35 anni, padre e marito, che stava per lanciarsi da un cavalcavia alto una ventina di metri dopo avere picchiato la moglie. E’ successo nella mattinata di ieri, mercoledì 6 maggio, sulla statale 87 all’altezza di Arzano, dove due agenti della Polizia Penitenziaria, un sovrintendente e un assistente capo, di ritorno da Teverola, dalla loro vettura hanno notato l’uomo che era già con il corpo proteso nel vuoto.
Picchia la moglie e tenta di gettarsi dal cavalcavia ad Arzano, salvato in extremis dalla penitenziaria
Il primo agente si è lanciato verso il 35enne e l’ha afferrato, per impedirgli di saltare, mentre il secondo ha tenuto il collega per la cintura dei pantaloni per impedire che anche lui potesse precipitare.
Fino all’arrivo dei soccorsi i due poliziotti penitenziari hanno intrattenuto con l’aspirante suicida una conversazione: così sono venuti a sapere che aveva maturato l’intento lanciarsi del vuoto a causa del rimorso per avere picchiato la moglie.
Il sindacato Uspp, con il presidente Giuseppe Moretti e il segretario regionale Ciro Auricchio, esprime “vivo apprezzamento, per il gesto compiuto stamattina dai due appartenenti alla polizia penitenziaria” i quali “con sangue freddo e alto senso dello Stato hanno salvato una vita umana”. “Ancora una volta il personale della polizia penitenziaria dimostra di essere presidio di legalità e umanità – sottolineano i due sindacalisti – non solo all’interno degli istituti di pena ma anche nella vita quotidiana, con gesti che rendono onore e prestigio al corpo a cui appartengono”.
L’Uspp auspica che l’amministrazione penitenziaria “si faccia promotrice di un’ iniziativa finalizzata a ricompensare con un encomio i due agenti, che hanno salvato la vita di un giovane marito e padre”.

