Arriva la sentenza definitiva del Tribunale di Milano che condanna i proprietari di un ristorante-pizzeria meneghino a risarcire i nipoti di Totò per aver utilizzato in modo illegittimo l’immagine del celebre attore napoletano. Stando a quanto riportato dal Corriere della sera, l’attività commerciale esponeva una gigantografia dell’inimitabile Totò senza il consenso degli eredi, che attraverso un ricorso, hanno ottenuto la rimozione e il risarcimento da circa 8 mila euro per uso illegittimo dell’immagine e spese legali.
Il risarcimento per l’uso dell’immagine di Totò
Stando a quanto emerso dal resoconto processuale, il comportamento illecito della pizzeria milanese avrebbe avuto inizio nel 2016 e sarebbe terminato a gennaio del 2025. Proprio in quest’ultimo periodo avrebbero rimosso la fotografia, esposta su una parete intera del locale, dopo una diffida del mese precedente. La figlia di Totò, Liliana, morta nel giugno del 2022, però, in passato aveva già sottoscritto con alcune società alcuni contratti in esclusiva per lo sfruttamento dell’immagine del grande attore partenopeo. Per questo i suoi figli avevano chiesto al Tribunale milanese, oltre alla rimozione della gigantografia, anche il risarcimento dei danni, per dare un segnale a chiunque voglia utilizzare l’immagine di Totò senza il loro consenso, essendo diventati eredi unici dopo la morte della madre.
I giudici Giani, Tota e Ventriglia del Tribunale ordinario di Milano hanno chiarito anche il quadro generale della loro decisione sullo sfruttamento dell’immagine di Totò. Questi hanno sottolineato che “il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il suo consenso, e dopo la morte dell’autore o del destinatario occorre il consenso degli eredi fino alla quarta generazione”.
La divulgazione dell’immagine altrui senza il consenso dell’interessato, si legge in sentenza, “è lecita solo ove la riproduzione sia collegata a manifestazioni pubbliche (o anche private, ma di rilevanza sociale) salvo che da tale evento derivi pregiudizio all’onore o al decoro della persona ritratta, a condizione che l’immagine non sia sfruttata per ragioni commerciali”. L’illecito utilizzo della immagine altrui, invece, si configura quando la sua divulgazione non trovi ragione in finalità di informazione, ma nello sfruttamento commerciale o pubblicitario, senza il consenso della persona stesa o dei suoi eredi.

