Associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, porto e detenzione illegale di armi e utilizzo di documenti di identità contraffatti, sono queste le accuse che hanno portato prima all’arresto e poi alla condanna di 12 persone componenti di un gruppo di narcotrafficanti operante in Campania ed in altre regioni italiane. Le attività di indagine, sviluppate dall’ottobre 2015, hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dei componenti di un gruppo di narcotrafficanti operante in Campania ed in altre regioni italiane. Le investigazioni, nel corso delle quali sono stati sequestrati quasi 3 chilogrammi di cocaina e denaro contante, si sono fondate su un vasto compendio di intercettazioni telefoniche ed ambientali di un gruppo di soggetti attraverso i quali è stato possibile allargare il raggio d’azione in ambito internazionale. A due anni dal blitz è arrivata oggi la sentenza della Corte di Appello di Napoli, Quarta Sezione Penale, Presidente Luisa Toscano. Il giudice non si è discostato di molto dalle richieste di condanna del procuratore generale Fabiana Magnetta avanzate in sede di requisitoria. In totale inflitti 82 anni e due mesi di carcere per 12 soggetti.

La sentenza

Abbrunzo Luigi (primo grado anni 8 mesi 8) anni 6 mesi 4, Ambrosini Maurizio (primo grado anni 8): anni 6 mesi 4, Bosti Ettore (primo grado anni 6 mesi 8) anni 5 mesi 4, Carotenuto Luigi (primo grado anni 6) anni 4, Liuzzi Massimo (primo grado anni 10) anni 6 mesi 8, Marono Giuseppe (primo grado anni 6 mesi 8) anni 4 mesi 8, Perrotta Ferdinando (primo grado anni 8 mesi 8) anni 6 mesi 4, Russo Angelo (primo grado anni 13 mesi 8) anni 8 mesi 8, Scognamiglio Giovanni (primo grado anni 9 mesi 4) anni 7, Scognamiglio Raffaele (primo grado anni 15 mesi 4) anni 13 mesi 8, Simeoli Marco (primo grado anni 8) anni 6, Torino Vincenzo anni 7 mesi 2.

Collegio difensivo avvocati Marcello Severino, Luigi Poziello, Emireno Valteroni, Giuseppe Gallo, Immacolata Spina, Vittorio Giaquinto, Antonio Principe, Leopoldo Perone, Michele Basile

L’inchiesta

La ricostruzione del metodo di approvvigionamento della droga mostra come, a differenza del passato quando venivano utilizzati prevalentemente soggetti direttamente affiliati, negli ultimi anni i clan  camorristici di Napoli e provincia abbiano preferito avvalersi di brokers trasversali che, privi di legami organici con le consorterie locali, operano attraverso numerosi e diversificati canali di approvvigionamento.

Gli arrestati sono ritenuti collegati a network criminali internazionali, a loro volta guidati da soggetti come Raffaele Imperiale, il boss di Castellammare da lungo tempo rifugiatosi negli Emirati Arabi Uniti, arrestato qualche settimana fa, e Carbone Bruno, tutt’ora ricercato.

 

 

 

 

 

 

 

 

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