HomeCronacaProcesso sugli appalti delle pulizie all'istituto Pascale, 5 condanne

Processo sugli appalti delle pulizie all’istituto Pascale, 5 condanne

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Si è concluso con cinque condanne, davanti alla prima sezione penale del Tribunale di Napoli, il processo sulle verifiche fiscali finite al centro di contestazioni per concussione ed estorsione nell’appalto per il servizio di pulizia dell’Istituto Pascale di Napoli.

Due i filoni del processo nato dall’inchiesta coordinata dal pm di Napoli Henry John Woodcock e condotta dai militari del nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli. Nel primo erano imputati, tra gli altri, Antimo Di Donato e Antonio Gambardella, ispettori della Guardia di Finanza già sospesi dal servizio.

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Di Donato è ora in congedo. All’epoca dei fatti entrambi prestavano servizio al Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli. A indagare sui finanzieri coinvolti furono gli stessi uomini della Guardia di Finanza di Napoli.

Al centro del processo una serie di verifiche fiscali e diversi episodi di concussione. Nello stesso filone figurano anche Gennaro Valentino e Tommaso De Maria, entrambi consulenti fiscali di società sottoposte a verifica, riconosciuti colpevoli di concussione in concorso.

Pulizie all’ospedale, l’intervento del clan Cimmino

L’altro filone porta all’Istituto Pascale e all’appalto per le pulizie dell’ospedale: Andrea Basile è stato riconosciuto colpevole di estorsione; insieme con Giuseppe Sacco avrebbe costretto un imprenditore a promettere 40mila euro, 20mila dei quali effettivamente consegnati, oltre all’assunzione di una persona, prospettando anche l’intervento del clan Cimmino del Vomero.
La pena più alta, otto anni e due mesi di reclusione, è stata inflitta a Basile.

Sette anni a Gambardella, sei anni e sei mesi a Di Donato, sei anni ciascuno a Valentino e De Maria. Il Tribunale ha disposto anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’interdizione legale durante la pena.

Per altre contestazioni nei confronti di Di Donato e Gambardella è intervenuta la prescrizione. Prescrizione anche per i rispettivi capi contestati a Domenico Bisogni e Massimo Trucco. Per Giuseppe Sacco il Tribunale ha dichiarato il non doversi procedere per morte dell’imputato. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

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