Nuovo arresto per Rosario Balido, ritenuto dagli investigatori vicino al clan Amato-Pagano. L’uomo è stato raggiunto da un provvedimento cautelare nell’ambito di un’indagine su una presunta estorsione ai danni di un’attività commerciale di Mugnano.
Nel procedimento è coinvolto anche Angelo Ceparano, già detenuto da alcune settimane in relazione a un’altra contestazione di natura estorsiva, questa volta ai danni di un’impresa impegnata in lavori stradali.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, Balido e Ceparano avrebbero rivolto le proprie attenzioni a un commerciante di Mugnano, chiedendogli di “mettersi a posto con i compagni di Mugnano”. Una frase che, nell’ipotesi accusatoria, sarebbe stata utilizzata per avanzare una richiesta di denaro facendo leva sul contesto criminale di riferimento.
Il lucchetto all’attività commerciale
La presunta intimidazione, sempre secondo quanto ricostruito nell’inchiesta, non si sarebbe fermata alle parole. A rendere più pesante la pressione sul commerciante ci sarebbe stato anche un gesto concreto: l’applicazione di un lucchetto all’attività commerciale. Un’azione che, secondo gli investigatori, avrebbe avuto lo scopo di rafforzare la minaccia e spingere il titolare ad accettare le richieste.
Per questi fatti è stato arrestato Balido, mentre Ceparano si trova già in carcere.
Ceparano è difeso dall’avvocato Luigi Poziello, mentre Balido è assistito dall’avvocato Celestino Gentile. Le contestazioni oggetto dell’indagine riguarderebbero un periodo compreso tra l’estate del 2025 e l’estate del 2026. L’inchiesta prosegue
Le nuove contestazioni si inseriscono dunque in un quadro investigativo più ampio sulle presunte attività estorsive nell’area di Mugnano. Gli accertamenti degli inquirenti proseguiranno per ricostruire con precisione i rapporti tra gli indagati, il ruolo eventualmente ricoperto da ciascuno e la destinazione delle somme che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero state richieste agli imprenditori e ai commercianti della zona. Per gli indagati, come previsto dalla legge, vale il principio di presunzione di innocenza fino a una eventuale sentenza definitiva.


