Raffaele Imperiale è stato arrestato a Dubai il 4 agosto. Il quarantaseicenne, latitante dal 2016, trascorreva la sua latitanza in una sontuosa villa nella capitale degli Emirati Arabi Uniti. Secondo le autorità italiane, Imperiale arrivava a spendere 400 mila euro al mese per mantenere il suo sfarzoso stile di vita.
IMPERIALE E LA PRESENZA AL MATRIMONIO
Nel 2017, proprio una segnalazione della DEA statunitense indicava la presenza di Imperiale tra gli invitati al matrimonio del presunto “re della droga” irlandese Daniel Kinahan. Sarebbe stato individuato insieme al boss bosniaco presso l’hotel Burj Al Arab di Dubai.
Infatti, i documenti della DEA inviati alla polizia olandese rivelavano l’esistenza di un presunto super-cartello della droga guidato dallo stesso Imperiale, da Ridouan Taghi (ex criminale più ricercato d’Olanda, attualmente in carcere), da Daniel Kinahan e da Edin Gačanin, trafficante di droga bosniaco.
Nel 2017 il gruppo è stato osservato dalla DEA durante un incontro al Burj Al Arab, ritenuto la base operativa del presunto cartello. La DEA considera questa un’organizzazione tra le 50 più grandi al mondo nel traffico di stupefacenti: si tratterebbe di un virtuale monopolio sulla cocaina peruviana, in grado di controllare circa un terzo del commercio europeo di questa sostanza.
DA AMSTERDAM A NAPOLI
La “carriera criminale” di “Lello Ferrarelle” ha inizio ad Amsterdam, dove si era trasferito raggiungendo il fratello maggiore. Alla morte di quest’ultimo, nel 1996, Imperiale ne ereditò il coffee shop. Lì vendeva droghe leggere e, parallelamente, avrebbe avviato il traffico di cocaina su larga scala insieme all’olandese Rick van de Bunt.
Negli anni ’90, Imperiale fu presentato da Antonio Orefice — esponente del clan Moccia — a Elio Amato, fratello di Raffaele Amato, all’epoca uno dei principali narcotrafficanti del clan Di Lauro. Da quel momento Imperiale iniziò a guadagnare milioni di dollari, diventando il punto di riferimento dell’organizzazione di Secondigliano nei rapporti diretti con i cartelli del narcotraffico in Perù, Ecuador e Colombia.

