Restano in carcere Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello, due degli arrestati per l’attentato a Sigfrido Ranucci: sono considerati tra gli esecutori materiali dell’azione dinamitarda nei confronti del giornalista. Il gip di Roma ha respinto la richiesta degli avvocati, Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri, che avevano depositato nei giorni scorsi un’istanza di attenuazione della pena per i loro due assistiti, confidando nei domiciliari. A fornire un parere negativo alla richiesta è stata anche la procura di Roma.
Il gip Livio Sabatini spiega che le dichiarazioni rese nell’interrogatorio da D’Avino si sono rivelate “in numerose parti reticenti nella ricostruzione completa dei fatti e contraddette dalle risultanze delle intercettazioni”. In particolare è accusato di avere trovato l’esplosivo utilizzato per poi, insieme ad altri, piazzarlo sotto casa di Ranucci. Il gip Sabatini riferisce quasi le stesse parole nei confronti dell’altro indagato, Passariello, che aveva reso un lungo interrogatorio la scorsa settimana.
Il magistrato sostiene che Passariello ha sì reso l’interrogatorio, ma avrebbe fornito “dichiarazioni rivelatesi, in numerose parti, reticenti nella ricostruzione completa della vicenda e contraddette dalle risultanze delle intercettazioni”. Per Sabatini infatti Passariello conoscerebbe la natura e la potenzialità degli esplosivi. Per tutte queste ragioni, il gip ha stabilito che “non sono stati forniti elementi utili per superare la presunzione di adeguatezza della custodia cautelare in carcere”.

