roberto saviano
"Picchiavano tutti tranne camorristi", Saviano spiega il motivo. Agenti al lavoro in borghese per paura

“Chi è che non è stato picchiato tra i detenuti di Santa Maria Capua Vetere? Chi è che non è stato scelto tra i detenuti da punire? La risposta è semplice per chi conosce la vita delle carceri e i suoi rapporti interni di potere, a non essere pestato sono stati i detenuti camorristi e i colletti bianchi della camorra e della politica”. Lo scrive sul Corriere della Sera, Roberto Saviano, che aggiunge. “Ma chiediamoci quale sia il risultato di quel pestaggio. Questo: ogni detenuto sa che deve essere protetto, ogni detenuto da domani cercherà di affiliarsi, si metterà in fila per entrare in un’organizzazione criminale. Da domani borseggiatori diventeranno killer, piccoli spacciatori soldati al servizio dei cartelli, da domani chi entra in carcere sa che non lo difenderà il diritto,”.

“Picchiavano tutti tranne camorristi”, Saviano spiega il motivo

“Non è un caso – prosegue se in carcere non si suicidano solo detenuti, ma anche molti agenti della polizia penitenziaria. Questo inferno, di cui la politica non si occupa se non per propaganda, è un inferno per tutte le persone coinvolte. Il carcere oggi è questo: moltiplicatore di crimine”. “E sapete qual è la notizia peggiore? – domanda Saviano. Che l’indignazione di oggi farà il paio con l’indifferenza di domani. Fino a quando non sarà chiaro che chi commette un reato, che chi viene processato, giudicato e condannato deve avere, nel suo percorso, obbligatoriamente il reinserimento nella società, fino a che questa, che sembra una ovvietà, non diventerà una acquisizione condivisa da tutti – conclude – il maggior garante dell’esistenza e della prosperità delle mafie sarà lo Stato e noi saremo i suoi complici”.

Sospesi altri 25 agenti per le violenze a Santa Maria Capua Vetere

Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) del ministero della Giustizia sospende altri 25 tra agenti e dirigenti per le violenze in carcere a Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, il 6 aprile. Tra questi  ci sono anche 2 vicedirettori del carcere e un vicecomandante di Polizia Penitenziaria. Salgono così a 77 in totale i dipendenti sospesi. Mentre si stanno valutando eventuali ulteriori provvedimenti nei confronti di altri 65 indagati non destinatari di iniziative cautelari. Dure anche le parole di Roberto Saviano.

“Per la nostra incolumità ci stanno consigliando di recarci al lavoro indossando non la divisa ma abiti civili, visto che nei giorni scorsi alcuni agenti della polizia penitenziaria sono stati oggetto di insulti inn strada”. E’ quanto si apprende da ambienti della Polizia penitenziaria.
“Non siamo tutte mele marce – sottolinea l’agente – è giusto che chi ha sbagliato paghi, ma tra noi ci sono tantissimi colleghi che onorano la divisa e che ora temono per la propria incolumità”.

Le minacce agli agenti della Penitenziaria

“52 mele marce? Abbattiamo l’albero!”: è il testo dello striscione, con il simbolo di un movimento anarchico che, secondo quanto riferito in ambienti della polizia penitenziaria, è stato trovato su un cavalcavia di Roma. Lo striscione, secondo quanto si è appreso, è stato poi successivamente rimosso. La frase, minacciosa, ha destato forte preoccupazione in agenti della Polizia Penitenziaria che hanno riferito del fatto. Lo striscione fa riferimento ai 52 poliziotti penitenziari destinatari di misure cautelari emesse per i pestaggi dei detenuti avvenuti il 6 aprile 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

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