Rinviato a giudizio l’agente che uccise Rocky, si cerca la verità per il pitbull

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Rinviato a giudizio il poliziotto che uccise Rocky, si cerca la verità per il pitbull

Rinviato a giudizio l’agente di polizia che sparò al pitbull Rocky in via Rosaroll. Decisione presa dal giudice Campoli del Tribunale di Napoli che ha emanato il provvedimento di imputazione coatta. L’episodio del 12 luglio del 2019 ricostruito dal magistrato, sopratutto, grazie alle immagini realizzate con il telefonino.

Siamo profondamente riconoscenti al giudice Campoli per aver riconosciuto legittima dignità a questo caso. E’ ovvio che, nel sistema democratico in cui abbiamo il privilegio di vivere, un rinvio a giudizio non rappresenta affatto la conclusione di un percorso, ma l’inizio. Eppure per gli animali, a dispetto delle leggi che li tutelano (di cui da tempo chiediamo il necessario aggiornamento con inasprimento delle pene), questo inizio non è mai scontato“, ha dichiarato Piera Rosati, presidente di Lndc- Animal Protection.

LA VICENDA DEL PITBULL

Rocky morì in seguito ai colpi di pistola esplosi dall’agente di polizia. Il cane avrebbe iniziato ad aggredire i poliziotti durante la notifica dell’atto degli arresti domiciliari al padrone. Due spari in strada colpirono il pitbull, in seguito trasportato al pronto soccorso veterinario. Seguirono momenti concitati durate i quali il proprietario del cane  sferrò un pugno ad uno degli agenti presenti. All’uomo venne contestato il possesso del pitbull, proibito a chi è in regime detentivo.

MANIFESTAZIONE PER ROCKY

Pochi giorni dopo la morte di Rocky, il Partito Animalista Europeo organizzò una manifestazione per protestare contro l’uccisione del pitbull avvenuta in via Cesare Rosaroll. Partirono da quella strada per poi arrivare fino alla sede della Questura.

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