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mercoledì, Agosto 17, 2022
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Dal ‘Camorrista’ di Cutolo a Gomorra 5: il rito criminale del patto di sangue coniato da mafia e ‘ndrangheta


Il sangue assume un valore sacrale-posticcio per le organizzazioni criminali, infatti, viene evocato per indicare rapporti stretti tra affiliati oppure utilizzato per riti pseudoreligiosi. Il distorto valore del legame sanguigno viene rappresentato anche nell’ultima stagione di Gomorra. Sangueblu viene attirato nella trappola di Genny Savastano e dopo un feroce pestaggio viene scaricato davanti al nascondiglio di Ciro Di Marzio.

Dunque L’Immortale lo raccoglie agonizzante e per impedirgli ulteriori sofferenze lo soffoca. Alla fine della settima puntata durante il rito funebre condotto con il cadavere di Sangueblu, grondante sangue, si sancisce un patto tra Ciro Di Marzio, Nunzia Carignano e i loro fedelissimi.

IL VALORE DEL SANGUE PER LA CAMORRA E PER LA MAFIA

Per l’affiliazione alla Nco, Nuova Camorra Organizzata Raffaele Cutolo aveva ideato un apposito giuramento di sangue. Un rito che ricorda quello della punciuta di Cosa Nostra o quello del santino di San Michele Arcangelo, formula d’iniziazione alla ‘Ndrangheta. “Battezzo questo locale come lo battezzarono i nostri tre vecchi antenati. Se loro lo battezzarono con ferri e catene, io lo battezzo con ferri e catene. Alzo gli occhi al cielo, vedo una stella volare, è battezzato il locale“.

Parole riportate nella celebre scena del film Il camorrista di Giuseppe Tornatore in cui ‘o prufessor’ continua: “Con parole d’omertà, è formata società. Quanto pesa un picciotto? Quanto una piuma sparsa al vento. Cosa rappresenta un picciotto? Una sentinella d’omertà che gira e rigira sette cantoni e che quello che vede e che sente lo porta in ballo alla società“. Tutto questo viene sancito dal contatto di sangue tra gli affiliati e del boss vesuviano.

LA SCOPERTA DEL RITO

Eppure quella liturgia dal sapore ancestrale fu scoperta quasi per caso. Il giuramento di affiliazione alla Nco passò alla storia della cronaca come il giuramento di Palillo perché sequestrato a un camionista, Antonio Palillo, che entrò nel carcere di Novara. L’uomo nascondeva in una tasca una cassetta su cui lo stesso Cutolo registrò la formula di affiliazione: “Il 24 ottobre nel castello mediceo di Ottaviano, sette cavalieri della camorra si abbracciarono in un serio giuramento, raccolsero il sangue dell’onorata società… giuro sul mio onore di essere fedele alla Nco che è nata nel 1970 il 24 ottobre nel castello mediceo di Ottaviano come la Nco è fedele a me“.

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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