Denudata, violentata e marchiata a fuoco: choc in provincia di Caserta

Ha dell’incredibile la storia che vi raccontiamo e che tratta delle brutali violenze che una donna ha dovuto subire. Siamo a Sessa Aurunca e, durante un giorno come tanti, il personale medico dell’ospedale cittadino si sono ritrovati a stilare un verbale agghiacciante. Una donna è arrivata al Pronto Soccorso, in stato confusionale. “Era sconvolta, letteralmente“, avrebbero aggiunto alcuni testimoni. Presentava diverse escoriazioni, lividi impressionanti, ferite di diverse entità. Ma la verità che, di lì a poco, è venuta a galla è assai più assurda di quanto non fosse già la prima analisi. La donna ha confessato, un po’ alla volta, di essere stata torturata. Umiliazioni, violenze inaudite, addirittura atti sessuali sotto minaccia. Alle volte, la donna è stata costretta ad assumere droga. Di seguito, una parte del verbale diffuso dal Commissariato.

Il provvedimento cautelare recepisce l’esito di una tempestiva quanto rapida attività investigativa diretta dalla procura e condotta dal Commissariato in seguito alla trasmissione da parte del Pronto Soccorso dell’ospedale di Sessa Aurunca del referto medico relativo alle gravissime lesioni subite dalla donna, consistite nella frattura di diverse costole, in numerose contusioni al torace, al volto, al cuoio capelluto e al collo. In ecchimosi diffuse su ogni parte del corpo nonché un’ustione di primo grado sul fianco che l’uomo avrebbe procurato alla vittima riscaldando un forchettone sul fornello e marchiandola.
Dalle dichiarazioni rese dalla donna, è emerso un quadro di vessazioni fisiche e morali e di reiterati abusi sessuali iniziati nel dicembre 2017, con un escalation di violenza e brutalità tra il primo settembre ed il tre settembre scorso. A cui si è posto fine grazie all’intervento delle forze dell’ordine delegati da questa Procura. In particolare, è stato accertato che la donna quasi quotidianamente veniva torturata, picchiata selvaggiamente, offesa, umiliata, obbligata ad assumere sostanza stupefacente, costretta con violenza e minaccia a subire e a compiere atti sessuali.
La persona offesa ha inoltre raccontato di essere stata vittima di tre giorni di violenza estrema da parte dell’indagato. Sentendosi rifiutato dalla donna, la chiudeva a chiave in casa, la picchiava, la offendeva, la metteva a corpo nudo sotto la doccia fredda, continuando a picchiarla a mani nude e con un cucchiaio di acciaio. La teneva ferma per un braccio e, dopo aver riscaldato un forchettone sul fuoco, glielo imprimeva sul fianco, marchiandola a vita, per poi obbligarla a subire reiterati e violenti rapporti sessuali che la donna, ormai sfinita per le violenze fisiche subite senza soluzione di continuità, era costretta ad assecondare.