E’ il detenuto napoletano di Miano Alessio Peluso l’uomo che ha esploso dei colpi di pistola all’interno del carcere di Frosinone. La sua appartenenza alla criminalità organizzata dell’area nord lo rendeva detenutonel settore Alta sicurezza (As) del penitenziario ciociaro. Nonostante questo è riuscito a procurarsi una pistola per seminare il panico nella sua sezione esplodendo colpi contro alcuni detenuti con i quali, due giorni prima, aveva litigato. Non è chiaro se la circostanza che nessuno sia rimasto ferito sia riconducibile alla volontà dello sparatore di voler sono spaventare, oppure se si sia trattato di un fatto fortuito. Al momento la preoccupazione maggiore resta il mistero per come l’uomo si sia dotato dell’arma. L’ipotesi più plausibile, e che sconfesserebbe qualsiasi possibile complicità da parte di qualche elemento della penitenziaria, è che l’arma sia arrivata nel carcere trasportata da un drone. Una ipotesi tutt’altro che sottovalutata e che fa salire il livello di guardia.

Il profilo di Alessio Peluso ‘o nir

Peluso, in passato militante nel gruppo Nappello e recentemente in quello di ‘Abbasc Miano’ sta scontando una pena di dieci anni e otto mesi, sentenza emessa qualche settimana fa contro il gruppo capeggiato dal triumvirato Balzano-Scarpellini-D’Errico (leggi qui l’articolo). Qualche mese fa la sorella di Peluso, nonchè moglie di Gianluca D’Errico, aveva subito un raid incendiario alla propria auto. Sia D’Errico che Peluso sono stati recentemente condannati nel corso del processo contro la cosca che ambiva a prendere il posto dei Lo Russo (leggi l’articolo). Il rogo è avvenuto in vico Cotugno a pochi passi dalla casa teatro di un altro incendio ‘eccellente’, quello ai danni dell’abitazione del ras Luigi Cifrone.

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