Morte Cucchi, indagato un altro carabiniere. L’ex moglie del militare di Villaricca parla a Le Iene

cucchi

C’è un altro carabiniere indagato nel filone di inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi in merito ai depistaggi per coprire il pestaggio subito dal geometra 31enne. Si tratta del maggiore Luciano Soligo, all’epoca dei fatti, nel 2009, comandante della compagnia Talenti Montesacro.  In questo nuovo filone in cui la Procura procede per falso sono già indagati il luogotenente Massimiliano Colombo, già comandante della Stazione Tor Sapienza, e il carabiniere scelto Francesco Di Sano che, proprio nel corso del processo bis contro i cinque carabinieri imputati per la morte del giovane, ha ammesso di aver modificato, seguendo un ordine gerarchico, la nota sullo stato di salute di Cucchi quando il giovane fu trasferito dalla Caserma Casilina a quella di Tor Sapienza.

Su Italia Uno a Le Iene Pablo Trincia ha intervistato Anna Carino, l’ex moglie di un altro imputato per il pestaggio di Stefano Cucchi, il carabiniere Raffaele D’Alessandro. La donna rivela le frasi choc pronunciate dall’uomo dopo aver visto il servizio al telegiornale nel 2009. «”Eh, c’ero anch’io quella sera là, quante gliene abbiamo date, era solo un drogato di merda”. Questa frase l’ha sempre detta».

Secondo il racconto dell’ex moglie, Raffaele D’Alessandro ne aveva anche per la sorella di Stefano, Ilaria Cucchi, questi giorni vittima anche di minacce su Facebook. «Insultava anche la sorella “sta puttana”. Si arrabbiava, gli dava fastidio che la sorella cercava di capire…».

Poi il giorno che vide la foto di Stefano Cucchi. «Sì, l’ho vista. Mi ha fatto un bruttissimo effetto. Non volevo credere che realmente lui, mio marito, l’aveva ridotto in quel modo». In apertura di servizio Pablo Trincia riporta anche il pensiero del carabiniere: «Se mi congedano vado a fare le rapine»​.

«Si sentiva Rambo – prosegue l’ex moglie di D’Alessandro – io ero spaventata. Non sapevo cosa pensare e cosa dire. Lo raccontava così divertito, col sorriso. Come non avesse fatto nulla di male. Ma era preoccupato, dopo una lettera ha chiamato qualcuno e parlava di Stefano Cucchi. Fin quando sono stata con lui non mi è mai passato per la testa di parlare. Avevo paura di rimanere da sola con due bambini. Non mi ha fatto mai lavorare. Ogni volta che uscivo al supermercato mi chiedeva con chi hai parlato, chi ti ha salutato…».

«Si dava testate sul muro, ha cercato di spararsi – racconta – quando l’ho lasciato dalle 7 del mattino alle 8 di sera mi tempestava di telefonate. Mi minacciava, mi diceva “ti ammazzo”»Nel servizio viene trasmessa anche un’intercettazione telefonica tra i due con la ragazza che parlava dei racconti di quella notte e D’Alessandro che negava con forza, urlando: «tu sei una puttana, che vuoi da me? Ma che vuoi da me?»​. 

«Io vedevo la sofferenza della famiglia di questo ragazzo (Cucchi, ndr.) – conclude l’ex moglie – ho tenuto dentro questo segreto per tanto tempo. Aveva paura di essere accusata. Poi ho deciso di parlare, ho cercato Ilaria e le ho chiesto scusa. Mi ha detto “grazie, ti capisco”. Vorrei che quella famiglia trovasse un po’ di pace e che la verità venga fuori».